San Giuliano (Milano), 9 maggio 2018 - Il museo della Civiltà contadina cerca una nuova sede. Dopo anni dal primo appello lanciato da Elisabetta Viganò, figlia della fondatrice della collezione, i 1.500 oggetti della tradizione agricola raccolti da Luisa Carminati sono ancora in attesa di una collocazione alternativa agli attuali spazi di Cascina Carlotta, a San Giuliano.

Le stanze che da sempre ospitano l’excursus visivo devono ora essere adibite ad altri scopi: da qui la necessità di trovare un’altra casa alle testimonianze del passato, affinché la memoria del territorio non vada dispersa e la collezione, concepita anche con uno scopo didattico, possa essere ancora fruita.

In questi giorni una parte degli articoli del museo, intitolato alla sua ideatrice, sono ospitati alla palazzina Trombini di Melegnano, all’interno della mostra “Acqua e territorio”, che resterà aperta fino a domenica. L’esposizione è meta, fra l’altro, di tante scolaresche. «È bello cogliere interesse anche da parte dei bambini - commenta Elisabetta Viganò -. Del resto, il Museo è pensato anche per questo: mia mamma percepiva che il mondo agricolo stava scomparendo e ha voluto lasciarne traccia alle nuove generazioni. Mostre come “Acqua e Territorio” compensano il fatto che attualmente il Museo non è visitabile perché le 13 stanze di Cascina Carlotta che lo ospitavano sono state ridotte a quattro».

Per la prima volta la collezione sangiulianese è approdata a Melegnano, «chissà che proprio con questa città non si possano avviare rapporti di collaborazione, tanto più che Melegnano era storicamente la piazza agricola del Sud Milano - prosegue la figlia della fondatrice -. Si potrebbero cercare finanziamenti europei per organizzare uno spazio permanente».

Dal mastello per il bucato alla cesta per scolare i piatti, fino ai contratti di lavoro delle mondine: per i meno giovani la collezione è un tuffo nel passato, per i ragazzi un modo per scoprire un universo oggi scomparso, ma pur sempre affascinante.