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Motta Visconti, iniziativa ecologica di un bar: una birra per un sacco di rifiuti raccolti

I rifiuti vanno raccolti all’interno del parco e conferiti nei contenitori di fianco al locale

di SILVIA LODI PASINI
Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 08:54
Elisa Bianchi da otto anni gestisce con tenacia il Grillo Verde

Motta Visconti (Milano), 9 settembre 2018 - Un'iniziativa etica di stampo ecologista in piena regola, con un privato che rinuncia a parte del proprio profitto per incentivare la pulizia dell’ambiente e contribuire alla sua salvaguardia. L’esempio viene dal «Grillo Verde» di Motta Visconti, la cui proprietaria, Elisa Bianchi, offre una consumazione gratis a chiunque raccolga e porti presso il suo bar il pattume che trova nei boschi e sulle spiagge del Guado della Signora, nel parco del Ticino La ricompensa è direttamente proporzionale allo sforzo: conferendo un sacchetto da 100 litri pieno di plastica e cartacce recuperate nel bosco si può avere gratis una birra piccola, con un sacchetto da 25 litri si può avere gratis un caffè. Le regole della “conversione” sono chiare e appese fuori dal locale: «I rifiuti vanno raccolti sulla spiaggia o nei boschi e vanno conferiti correttamente negli appositi contenitori, quelli di fianco al locale. Bisogna mostrare quanto raccolto al personale del locale prima di differenziarlo». Non senza una doverosa avvertenza però: «Il personale ha sempre ragione sulla conversione e se ha da fare non è obbligato a darvi retta: prima il lavoro».

Il che la dice lunga sul carattere volitivo di Elisa Bianchi, 51 anni, mottese doc, che da 8 anni gestisce da sola il «Grillo Verde», storico locale sulle rive del Ticino completamente immerso dalla vegetazione del parco, area dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. «Io sono innamorata di questi posti – dice Elisa -. La mia iniziativa è una provocazione rispetto a un certo finto perbenismo ecologico dilagante che non risolve i reali problemi di questo territorio d’inestimabile valore, in cui vivo da sempre, che amo moltissimo e in cui lavoro. Anzi, per una commerciante come me, è un atto di gratitudine nei confronti del Ticino come risorsa, da difendere e tutelare. Anche a costo di rinunciare a una parte dei miei guadagni».

Parole che fanno riflettere quelle di Elisa, che nel lanciare il suo progetto pilota “Teniamo pulito il nostro Ticino” abbraccia i valori del gruppo “Volontari del Parco del Ticino” di Parasacco, frazione di Zerbolò sulla sponda opposta, che però a Motta e dintorni ha molti adepti. «Condivido la sensibilità di questo gruppo ecologico volontario e sono certa che se anche qui avessimo un distaccamento il nostro Ticino e i suoi boschi sarebbero più tutelati e sicuri visto che fanno anche attivitù di antincendio boschivo. L’impegno con cui tengono pulito il territorio mi ha convinto a realizzare quest’iniziativa simbolica per sensibilizzare la gente. Purtroppo a oggi nessuno si è presentato a riscuotere la ricompensa. Peccato, perché il Ticino è di tutti e tutti dovrebbero contribuire a preservarne intatta la bellezza. Basta poco per valorizzarlo, anche senza fare grosse opere».

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