Melegnano (Milano), 6 settembre 2018 - Sull'emergenza amianto nel plesso di viale Lazio, il sindaco Rodolfo Bertoli precisa che «si è trattato di un evento imprevedibile. Lo stiamo fronteggiando con serietà e trasparenza». Ma i genitori non ci stanno: «Il Comune doveva avvisarci prima». Il caso è quello della scuola primaria di Melegnano, dove ad agosto è crollata una porzione di soffitto (nel locale mensa) e i controlli che ne sono scaturiti hanno evidenziato la presenza di amianto, mai segnalata prima, nei solai delle aule e del corridoio. Perplessità e malumori non sono mancati nella riunione convocata ieri dal Comune e dalla direzione didattica per spiegare alle famiglie l’accaduto e ribadire gli annunciati provvedimenti: la scuola resterà chiusa per i lavori, dunque i 350 alunni saranno trasferiti nelle sedi alternative.

Dodici delle 15 classi di viale Lazio saranno ospitate nella ex scuola primaria di Riozzo a Cerro al Lambro, mentre le restanti tre sezioni troveranno posto all’ex asilo Trombini di Melegnano. Con queste soluzioni-tampone, lunedì si alzerà il sipario sull’anno scolastico 2018/2019. Per il trasferimento dei bambini a Riozzo è previsto un pulmino. «Inaccettabile che i genitori siano stati avvisati dell’accaduto a soli dieci giorni dall’inizio della scuola – sbotta un papà, Ivan Sacco -. Per le famiglie si tratta di un grosso disagio. Sarebbe importante che il pulmino effettuasse una serie di fermate, per coprire il territorio in maniera capillare e venire incontro alle esigenze di tutti».

«La notizia ci ha colto alla sprovvista, la comunicazione è stata poca tempestiva – fa eco una mamma, Paola Vitrani -. Quello che preoccupa ora sono gli aspetti logistici e organizzativi legati al trasferimento dei bambini». Nel 2016 il plesso di viale Lazio è stato sottoposto ad alcune verifiche tecniche senza, tuttavia, che sia stata evidenziata la presenza di amianto. «Già in quell’occasione si sarebbe dovuta fare una mappatura capillare dell’edificio, coi relativi interventi. Ora non saremmo in questa situazione», dichiara Sonia Minella. «Che quell’immobile avesse dei problemi era risaputo. Lo dimostra il fatto che, sul finire dello scorso anno scolastico, alcune classi lavoravano in biblioteca anziché nelle aule - ricorda Federica Bertoletti -. Inoltre la scuola di Riozzo, che attualmente non è in uso, è meno attrezzata da un punto di vista didattico».

Alcuni genitori sono su posizioni più accomodanti, come Pierluigi Pilti: «La vicenda è stata gestita velocemente, se pensiamo che il problema è esploso in pieno agosto. A me basta sapere che mio figlio ha a disposizione una classe. Il trasporto non è un problema, se non per chi abita in zone decentrate». Nelle previsioni del Comune, la migrazione forzata degli alunni durerà fino a dicembre. Ma potrebbero volerci anche tempi più lunghi per bonificare e sistemare la scuola.