Alfredo Celeste
Alfredo Celeste

Corsico (Milano), 24 novembre 2015 - Un docente scomodo. Inopportuno. Così è vista la presenza di Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano - il primo Comune della Lombardia sciolto per mafia -, salito in cattedra al liceo scientifico Vico per una supplenza. Materia? Religione. Seppur temporanea - l’insegnante di ruolo è assente a causa di una frattura alla caviglia - la presenza del prof a processo per corruzione - chiesti tre anni e sei mesi in primo grado -  ha sollevato non poche critiche all’interno della scuola, tra i genitori degli studenti e tra gli amministratori. Un fronte comune che si ribella alla decisione della Curia.

Una scelta che riporta d’attualità un tema mai archiviato nonostante le recenti operazioni: quello della criminalità organizzata che in questa porzione di Sud Milano ha affondato i suoi tentacoli radicandosi in profondità. Un male che le istituzioni hanno sempre tentato di combattere anche attraverso l’educazione e l’insegnamento.

Così Filippo Errante, sindaco di Corsico, ha scritto ai responsabili dell’Irc (il servizio per l’insegnamento della religione cattolica della Curia milanese che smista i docenti ai diversi istituti) una lettera dai toni forti, condivisa anche dai sindaci di Trezzano, Cesano Boscone e Buccinasco. "Una scelta che riteniamo inopportuna e in contrasto con quanto previsto dai requisiti dell’Arcidiocesi di Milano per il riconoscimento dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica", si legge nella lettera. Un passato politico e giudiziario scomodo quello del docente e un territorio difficile, non certo estraneo al fenomeno delle mafie: sono queste le due componenti che hanno fatto innescare la reazione. "Conoscerete sicuramente la storia giudiziaria di Alfredo Celeste, che è tutt’altro che conclusa - continuano i sindaci -. E saprete certamente che era primo cittadino di Sedriano, un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose, in particolare della ‘ndrangheta. Tre anni fa lo avevate sospeso perché destinatario di un provvedimento di custodia cautelare a domicilio. E oggi, che è sotto processo, lo ritenete idoneo a svolgere l’attività di insegnamento a ragazzi delle scuole superiori? Vi chiediamo di valutare l’opportunità di trasferire altrove il docente di religione appena nominato".

"Vorrei  sapere in base a quale etica vengo giudicato», così Alfredo Celeste risponde alle accuse che gli vengono mosse. "Dalla mia parte ho le norme di diritto che mi tutelano: regolamenti, Costituzione e legge. Sono a tutti gli effetti innocente non avendo avuto ancora una sentenza di condanna, nemmeno in primo grado. Ho diritto al lavoro e non posso essere discriminato. Chi mi giudica, in base a quali valori lo fa? A quelli personali?". Il professore risponde come ha già fatto in classe alle domande mosse da alcuni studenti. "Sono giudicato da persone che non vogliono che insegni religione - prosegue -, mi giudicano senza sapere quello che è il mio passato come docente: non ho mai avuto un provvedimento disciplinare, ho sempre lavorato tanto e l’anno scorso ho insegnato ad Arconate. Anche a livello politico nulla si è concluso, ma il giustizialismo prevale su quella che è la verità".