Angela Zerilli
Angela Zerilli

Corsico (Milano), 14 agosto 2019 - È prevista per questa sera, alle 18, la messa di commemorazione di Angela Zerilli, una delle 43 vittime del crollo del cavalcavia Morandi, a Genova. Esattamente un anno dopo quella tragedia che ha segnato, in un colpo solo, il destino di tante famiglie, la comunità corsichese ricorderà la sua concittadina nella parrocchia di San Pietro e Paolo, la chiesa che Angela frequentava attivamente cantando nel coro come mezzo soprano.

"La ricorderemo nel giorno dell’anniversario della tragedia, ma anche nella messa che celebra l’Assunzione di Maria, il 15 agosto - spiega il parroco don Domenico Sirtori -. Nei giorni scorsi ho incontrato i famigliari, sono andato con loro al cimitero dove è stata sepolta insieme ai genitori. Mi hanno chiesto di ricordarla e lo faremo in queste due date. Loro il 14 non ci saranno, partecipano ai funerali di Stato». Quel drammatico 14 agosto 2018, alle 11,36, Angela stava attraversando il viadotto che collega la A7 con l’A10, insieme al suo inseparabile gatto Ginevra e all’amico Henry Diaz che, da Uscio, era venuto a Corsico per accompagnarla nella stazione termale che aveva scelto come meta. Da qualche anno, per problemi di salute, non guidava più e si era quindi organizzata con un passaggio in macchina. Lo aveva fatto meticolosamente, chiedendo al giovane di percorrere la Milano Serravalle perchè «il viaggio era più lungo, ma con meno curve». Una scelta nefasta. Era molto attenta, una perfezionista. Anche sul lavoro, in Regione Lombardia, dove ricopriva un ruolo in ambito amministrativo, al terzo piano del palazzo di D4. Era conosciuta come una persona precisa, a cui piaceva mettere "i punti sulle i".

Era laureata in economia aziendale all’università Bocconi e cinque anni fa aveva acquisito anche un master in economia alla Scuola Superiore Economia e delle Finanze, istituzione legata al Mef. Parlava sette lingue e ultimamente stava imparando il cinese. Le sue capacità e la sua preparazione erano riconosciute da tutti, Angela era un funzionario tra i più stimati del Pirellone. In dicembre, proprio sul piano in cui lavorava, è stata intitolata a suo nome una sala. Sotto la targa che la ricorsa è stata incisa una frase: «La vita è un miracolo e ogni respiro è un dono». È il pensiero che Angela aveva inviato ai suoi colleghi prima di partire.