Angelo Cordone e Giovanni Marino
Angelo Cordone e Giovanni Marino

Vizzolo Predabissi, 21 marzo 2020 - Sinergia tra reparti, supporto psicologico al personale in servizio, più posti letto in rianimazione. Così affronta l’epidemia da coronavirus l’Asst di Melegnano e della Martesana. Il direttore generale Angelo Cordone spiega come sono state rimodulate le attività dall’insorgere dell’emergenza ad oggi.

Come sono stati riorganizzati gli ospedali in termini di posti-letto e reparti dedicati al virus?
"La riorganizzazione è costante sia al Predabissi che nelle altre strutture. Prima i pronto soccorso e i reparti di medicina hanno realizzato percorsi dedicati e ricoverato i primi casi, aumentando via via la disponibilità di posti letto; poi è toccato alle rianimazioni che nel giro di un paio di settimane sono passate da 15 posti letto in tutta l’azienda ai 35 attuali. La rianimazione di Vizzolo è passata da 5 a 17 posti. In seguito le chirurgie: dovendo ridurre l’attività alle sole urgenze, hanno ceduto letti ai pazienti Covid".

Che ruolo hanno giocato le nuove sale operatorie di Vizzolo e il laboratorio di analisi?
"Grazie agli spazi e alle tecnologie del nuovo blocco operatorio è stato possibile creare differenti percorsi per le urgenze, garantire un percorso per i tagli cesarei e potenziare la rianimazione con un’area aggiuntiva da 7 posti letto. Il nostro laboratorio di analisi è tra i più attivi in Lombardia ed è stato scelto come centro per i tamponi".

Oltre a Vizzolo, come si configura oggi l’attività dei presidi dell’Asst?
"Tutti i presidi si sono riorganizzati sul modello di Vizzolo, con progressive modifiche in base all’evoluzione epidemiologica. Questo non è successo solo negli ospedali per acuti come Melzo e Cernusco, ma anche per la rete post acuzie. Vaprio d’Adda, con l’aumentare dei dimessi, diventerà un riferimento per le prosecuzione di cure sub-acute nei pazienti Covid positivi e Cassano sarà centro di riferimento per i pazienti che prima di tornare a casa necessitino di riabilitazione".

Che clima si respira negli ospedali?
"Ci sono spirito di appartenenza e sacrificio. Certo, c’è anche stanchezza e si vivono momenti difficili. L’Azienda ha ritenuto fondamentale supportare i professionisti impegnati in prima linea con assistenza psicologica".

Quando saremo fuori dall’emergenza?
"Questa è una domanda per gli epidemiologi, ma posso dire una cosa: c’è ancora troppa gente in giro. Se non si sta seriamente chiusi in casa, non potremo efficacemente agire sull’emergenza".

Anche in tempi di Covid, la vita continua. Quanti bimbi sono nati nell’Asst dal 24 febbraio a oggi?
"Per fortuna la gioia della nascita continua: nei nostri due punti nascita sono nati 49 bambini a Vizzolo e 31 a Melzo".

Pur in un contesto difficile, ci sono segnali incoraggianti?
"Un segnale incoraggiante sono i pazienti che migliorano. Ad oggi abbiamo avuto 3 pazienti dimessi dalla rianimazione e affidati a cure meno intensive e circa 80 dimessi a domicilio, che devono rispettare la quarantena, ma sono sulla via della completa guarigione".

Che cosa desidera dire al personale dell’Azienda?
"La direzione intera vuole esprimere sentimenti di profonda gratitudine a tutti gli operatori, nessuno escluso. Siete l’orgoglio della nostra comunità".