Punto Luce
Punto Luce

San Giuliano Milanese (Milano), 29 agosto 2020 - La Chiesa Evangelica è salva. I fedeli potranno tornare a riunirsi a "Punto Luce", lo spazio di via Montenero che ogni domenica accoglie 70 persone in arrivo da tutto il territorio. Lo ha stabilito il Tar con una sentenza che ribalta la posizione del sindaco Marco Segala, firmatario nel 2019 di un’ordinanza che vietava l’uso della sala, ritenendola abusiva. Il tribunale della Lombardia ha annullato la sentenza, ribadendo il diritto dei fedeli a professare liberamente il proprio credo.

"Dopo un anno dalla chiusura – esultano dalla Congregazione Evangelica di San Giuliano – il Tar ha votato a favore di Punto Luce e la libertà di professare la propria fede in qualsiasi locale, diritto sancito dalla nostra bella Costituzione. Siamo grati al Signore per questa vittoria, e continueremo a riprendere la Luce di Cristo". Nessun abuso edilizio per i giudici, come invece è stato contestato dal sindaco, non solo perchè la sala non determina un incremento urbanistico, ma anche perchè il Comune non si è mai dotato del "Piano per le attrezzature religiose", previsto da una legge del 2005. In realtà, nel 2019, Segala ha firmato ben due ordinanze di chiusura: una per l’associazione culturale Sabil – da anni punto di riferimento per i mussulmani di tutto il Sud Milano e che da sempre collabora – e Punto Luce. Solo gli Evangelici hanno però fatto ricorso al Tar, con la prestigiosa difesa del costituzionalista Valerio Onida.

Non potendo costruire una chiesa, proprio per la mancanza di un Piano comunale, le due associazioni si sono accontentate di utilizzare degli stabili accatastati con altri usi: il capannone di via Marzabotto, sede della Sabil, ha un uso industriale, mentre lo stabile di via Montenero è un ex negozio di alimentari. "L’anno scorso avevo firmato un’ordinanza per abuso edilizio – commenta Segala –, ma il Tar l’ha contestata per motivi formali. Secondo i giudici, dal sopralluogo della Polizia Locale non si poteva desumere che nei locali si svolgessero attività di culto, quindi il mio atto è stato ritenuto eccessivo. Gli Evangelici sostengono di svolgere attività sociale e in virtù di questo possono continuare a utilizzare la loro sede che, in realtà, ha un uso industriale".

Stesso discorso per Sabil, che riunisce a San Giuliano quasi 200 fedeli. "Sabil non ha fatto ricorso – sottolinea Segala – continua a fare attività di culto, nonostante la delibera. Eppure l’abuso edilizio è reato penale“. Nel 2015 gli Evangelici avevano chiesto al Comune un terreno su cui costruire una chiesa, ma di fronte al silenzio ha affitatto uno spazio per sei anni.