Cesano Boscone (Milano), 10 maggio 2018 - Sono ancora lì, nel letto del fossato che costeggia il vecchio camposanto di via Rimembranze e l’adiacente parco dei Fontanili, segnando il confine tra Cesano Boscone e Milano. Sono le lapidi che per anni sono rimaste sepolte sotto la boscaglia e il degrado che ha caratterizzato una lingua di territorio di periferia: una di quelle classiche situazioni che vedono un lato dell’area di competenza del Comune di Cesano Boscone, l’altro lato sotto la responsabilità del Comune di Milano. A fine 2017, quando sono stati effettuati i lavori di Expo 2015 che prevedevano il disboscamento della roggia, la realizzazione del ponticello di legno che l’attraversa e la piantumazione di nuove essenze da parte di Ersaf, sono venute alla luce sollevando non poche polemiche.

Alcuni sono semplici pezzi di marmo, altri hanno ancora incisi il nome o il cognome del caro estinto seppellito nel sepolcro che sigillavano. Tutte però, si trovano lì da almeno 20 anni, quando sono state effettuate esumazioni nel vicino cimitero e il marmo utilizzato per le tombe non è stato smaltito correttamente ma abbandonato in quell’area. «Sono mesi e mesi che sono lì in bella vista – spiega Silvano Lonati – su alcune si intravede anche il nome. Mi ero offerto di rimuovere a spese mie i marmi quando ho chiesto anche al vicino Comune di Milano di utilizzare questo spazio per realizzare campi di volley per i ragazzi. Una soluzione per far vivere questo spazio. Ma non mi hanno mai risposto».

Già a gennaio alcuni cittadini che fruiscono dell’attraversamento ciclopedonale per raggiungere Milano avevano segnalato il problema. L’amministrazione che aveva effettuato tutti gli accertamenti del caso facendo risalire l’abbandono ad oltre 20 anni fa, quando la gestione del cimitero era affidata ad un altro soggetto, aveva assicurato che avrebbe effettuato a breve un intervento di rimozione. Oggi che grazie al bel tempo quel passaggio nel verde è tra i più battuti le lamentele di quei mesi tornano prepotentemente di attualità.

«Quanto dobbiamo ancora aspettare – incalzano i cittadini – per veder rimosso questo materiale che non rende certo omaggio ai cari estinti né tanto meno a questo luogo?». «Dobbiamo prima attendere la variazione di bilancio». Così il personale del Comune di Cesano ha risposto alle segnalazioni. «Prima abbiamo dovuto individuare eventuali responsabilità e competenze per la loro rimozione – proseguono – poi abbiamo chiesto preventivi. La somma dell’intervento supera i 10mila euro e per avere a disposizione le risorse necessarie dobbiamo attendere giugno, quando in Consiglio comunale si voterà la variazione del documento di programmazione economico-finanziaria dell’ente». Verosimilmente, entro la fine di giugno, al massimo ai primi di luglio, l’intervento di rimozione dovrebbe essere effettuato.