Buccinasco (Milano), 11 marzo 2018 - Era sulla Panda della moglie, Adriana Feletti, e usciva dalla rotonda, verso via della Resistenza. I carabinieri della stazione di Buccinasco erano in macchina, a girare sul territorio nella quotidiana attività di controllo della città. Appena lo vedono svoltare, lo riconoscono. Al posto del guidatore c’era Rocco Papalia. Lo fermano, non cerca neanche di giustificarsi, ammette che non poteva stare alla guida. Sa che sta violando la legge, perché sta guidando senza patente, ritirata trent’anni fa e mai più avuta indietro.

Il boss della ‘ndrangheta uscito dal carcere dopo 26 anni di reclusione non poteva guidare senza patente, come tutti, quindi ha violato le normative. Ma lui rischia grosso: l’aggravamento delle disposizioni del regime di libertà vigilata a cui è sottoposto da quando è uscito dieci mesi fa dal carcere di Secondigliano. Secondo la legge, il 67enne potrebbe addirittura essere assegnato a una casa lavoro: un provvedimento che i giudici gli avevano evitato, soprattutto per le condizioni di salute. I militari hanno già inviato la segnalazione all’autorità giudiziaria. Intanto, mentre si attende la decisione dei giudici sull’inasprimento della libertà vigilata, per essere stato stato sorpreso a guidare senza patente, Papalia si è beccato 5mila euro di multa.