La scuola di Robarello in via degli Alpini
La scuola di Robarello in via degli Alpini

Buccinasco (Milano), 16 novembre 2018 - Le chat di classe hanno iniziato a riempirsi di messaggi martedì pomeriggio: «Mio figlio sta vomitando da ore», «anche la mia bambina: ha attacchi di dissenteria», «idem mio figlio: dolori alla pancia». Tutti sintomi, almeno sulla carta, di un virus gastrointestinale, come spesso succede tra i bambini, magari che hanno mangiato qualcosa che non andava. Ma l’anomalia, questa volta, è stata la manifestazione dei sintomi tutti contemporaneamente, a distanza di poche ore.

Un'epidemia iniziata martedì pomeriggio che ha decimato la scuola: oltre la metà degli studenti (54 su un centinaio totale) sono rimasti a casa. In aula ieri c’erano meno di una decina di alunni nelle cinque classi, dalla prima alla quinta, della scuola primaria Robarello in via degli Alpini. Una situazione insolita che ha preoccupato genitori e personale scolastico. «Viste le numerose assenze – spiega l’assessore all’Istruzione David Arboit – i nostri uffici hanno immediatamente allertato Ats in modo che potesse effettuare le opportune verifiche, anche con la collaborazione dell’azienda che gestisce il servizio di ristorazione scolastica. Per obbligo di legge - aggiunge poi - ogni giorno vengono prelevati campioni degli alimenti somministrati ai bambini, eventualmente a disposizione. Al momento nessuno può sbilanciarsi o individuare cause, dobbiamo aspettare i risultati delle verifiche di Ats».

Intanto, i genitori fanno ipotesi sulle cause ed escludono un coinvolgimento della refezione, in quanto diversi bambini seguono diete speciali o non hanno pranzato in mensa eppure hanno manifestato i sintomi dell’epidemia. Alle famiglie è stata inviata la richiesta da parte dell’unità Uos Igiene degli Alimenti e Nutrizione Rhodense dell’Ats di compilare un modulo per indagare sulle abitudini alimentari degli ultimi due giorni dei bambini, per cercare di fare luce sulle cause che hanno portato al contagio di massa.

«Stiamo effettuando le necessarie verifiche per comprendere che cosa sia accaduto e se vi siano correlazioni con alimenti oppure si tratti di malattia stagionale», comunica Ats. Intanto, i genitori sono preoccupati: «I bambini sono costretti a bere dai rubinetti, non hanno la possibilità di portare bicchieri o bottigliette – lamentano alcune mamme –, e se fosse un contagio proprio dai bagni? Necessario indagare su ogni aspetto e analizzare tutte le ipotesi».