Il palazzo di via Picasso dov’è avvenuta l’aggressione
Il palazzo di via Picasso dov’è avvenuta l’aggressione

Buccinasco (Milano), 25 aprile 2019 - Un anno e sei mesi di condanna per Vittorio Colella, il 64enne che sabato scorso ha gettato acido muriatico sul viso di un’anziana perché infastidito dai suoi cani. Ieri, al termine dell’udienza di rinvio in seguito all’arresto, il giudice, in rito abbreviato, ha deciso per la condanna e concesso le attenuanti generiche. Pena di un anno e sei mesi, inferiore rispetto alla previsione di tre anni per lesioni personali e maltrattamenti di animali: il giudice ha anche valutato che la donna, per fortuna, è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di una decina di giorni. Le condizioni, infatti, sembravano almeno all’inizio molto gravi: l’acido le era finito nell’occhio, provocandole una lesione alla cornea.

Tanta paura anche per i due cani. Colella non aveva spruzzato l’acido solo sul volto della 79enne, ma anche addosso ai suoi due meticci, colpevoli, per l’aggressore, di infastidirlo troppo. «Litigavamo sempre, le avevo detto di smetterla di sbattere i tappeti pieni di peli sul balcone, mi arrivavano sul davanzale. L’ho fatto perché ero esasperato», ha detto Colella ai carabinieri di Buccinasco che hanno bussato alla sua porta pochi minuti dopo il fatto.

Non ha provato a negare ma non ha neanche mostrato pentimento: solo giustificazioni. Rumori, peli, e poi «soffro di disturbi psichiatrici, ho manie di persecuzione», ha detto davanti ai militari. Ma la patologia di cui affermava di soffrire non ha convinto il giudice della prima udienza che ha sottolineato come l’uomo non avesse alcuna documentazione medica ad attestare il disturbo, solo le prescrizioni di alcuni farmaci. Colella, nato a Lapio, provincia di Avellino, ma a Buccinasco da diverso tempo, si era già messo nei guai: precedenti per droga, rapina e sequestro di persona, tutti reati che risalgono ad almeno trent’anni fa.

Disoccupato e divorziato, ha riferito che più volte si era lamentato con l’anziana vicina che abitava nell’appartamento sopra di lui, in via Picasso. Ora si trova nel carcere di San Vittore, ma l’avvocato difensore ha chiesto «una misura meno afflittiva», considerando tuttavia l’impossibilità di concedere gli arresti domiciliari: il giudice si esprimerà nei prossimi giorni.