I rilievi del Ris
I rilievi del Ris

Basiglio (Milano), 18 marzo 2019 - Ci sono ancora silenzio, dubbi, piste da setacciare nell’omicidio di Giuseppe Giuliano, il 64enne imprenditore edile freddato con due proiettili, un colpo alla testa e uno tra la spalla e il collo, mentre stava per entrare nel cantiere di Borgo Vione, a Basiglio. Erano le 7.30 del mattino del 25 febbraio e a quasi tre settimane dal delitto il killer è ancora a piede libero. Indiscrezioni parlano di moventi legati a soldi e affari e pare che la soluzione del mistero che ancora avvolge l’omicidio non sia troppo lontana. Gli inquirenti, tuttavia, mantengono ancora stretto riserbo: diffondere particolari e dettagli della vicenda potrebbe compromettere le indagini che i carabinieri di Milano stanno seguendo senza tralasciare alcuna traccia. Neppure quella lasciata dall’incendio senza ombra di dubbio doloso di una macchina, a poche ore dall’omicidio. Anomala la coincidenza di quel rogo scoppiato in una zona poco battuta di Rozzano, in via 8 ottobre 2001: le fiamme hanno completamente divorato la vettura, in pochi istanti. Potrebbe essere il mezzo utilizzato dall’assassino e poi abbandonato.

Sono stati sentiti anche i lavoratori del cantiere che Giuliano stava seguendo, per realizzare il terzo lotto dell’elegante quartiere di Basiglio. I fratelli Vidani, proprietari dell’area, si erano rivolti a Giuliano perché era «affidabile, lavorava benissimo, lo avevamo contattato anche per altri incarichi», hanno raccontato, aggiungendo che «Giuseppe aveva un carattere forte, qualche volta per questa personalità un po’ dura litigava».

Qualche ombra, invece, l’ha gettata chi lo conosceva nel paese dove viveva, Binasco: «Una famiglia chiacchierata. Lui, Giuseppe, aveva tanti giri, strani, brutti», mormorava la gente che passava vicino alla pescheria della moglie Ivanova, rimasta vedova con un bambino piccolo da crescere senza il padre. Si è chiusa in un doloroso e comprensibile silenzio, al marito rivolge canzoni e poesie sui social. «Tu che hai dato al vento il tuo profumo e alle stelle hai dato gli occhi tuoi, sei nell’aria fresca del mattino, sei sale, amore e vento su di me», dedica al marito una canzone dei Tiromancino, e gli manda un messaggio: «Per te, amore mio. Ora sei dappertutto».