Bullismo
Bullismo

Assago (Milano), 17 marzo 2018 - Vessazioni ripetute nel tempo, piscologiche e fisiche e, infine, il branco che agisce unito. Ci sono tutti gli elementi tipici del bullismo nell’episodio che si è verificato all’uscita della scuola media in via Matteotti, ad Assago. Qui, sul piazzale in cui i genitori accolgono i loro figli dopo il suono della campanella, due studenti di terza media sono stati aggrediti da alcuni compagni di scuola. La loro colpa? Aver difeso una loro compagna di classe che da qualche tempo veniva presa di mira con offese e ingiurie da parte di alcuni coetanei. Uno dei due ragazzi aggrediti è stato colpito con un pugno in faccia ed è caduto a terra e portato al pronto soccorso con un trauma cranico. Ora, la vicenda ha varcato i confini scolastici ed è al vaglio dei carabinieri della stazione di Assago dove i genitori hanno sporto denuncia.

Tutto è successo nei giorni scorsi: dopo l’ennesimo insulto all’adolescente, due studenti della classe terza hanno deciso di affrontare i loro compagni, intimando loro di smetterla, di mostrare più rispetto. L’intromissione dei due, però, non è stata gradita dai bulli che li hanno avvertiti: «Ci vediamo fuori». E così è stato. All’uscita della scuola, alle 13,45, il gruppo di bulletti, cinque in tutto, hanno raggiunto i due ragazzi e hanno iniziato a colpirli. Parole, spintoni e poi l’aggressione vera e propria con pugni e calci. Ad intervenire è stato un genitore del ragazzo malmenato che, senza sapere che il malcapitato fosse proprio suo figlio, voleva fermare la zuffa.

«Quello che più fa male – spiegano alcuni genitori – è che i nostri figli ci hanno raccontato che, dall’altra parte del cancello, c’era un insegnante che non è intervenuto». Dopo le cure all’ospedale, i ragazzi aggrediti e gli aggressori sono tornati a scuola, a condividere gli stessi spazi. Ma il clima è teso, tanto che alcuni genitori hanno minacciato di non mandare in gita i loro ragazzi. Intanto, i carabinieri hanno avviato le indagini per accertare le responsabilità del caso. Mentre sul piazzale mamme, papà e nonni parlano, si sfogano e si informano, la scuola non risponde. «La preside è impegnata» dicono dalla segreteria contattata nella mattinata di ieri. Non è il primo episodio di violenza che si verifica nella scuola. Già a gennaio, un genitore si era rivolto ai carabinieri dopo che il figlio era stato aggredito nel corridoio della scuola, senza che nessuno intervenisse a difenderlo.