Peschiera, 4 maggio 2016 - Esclusa dalla gita scolastica di fine anno perché non ha frequentato l’ora di religione. Quanto accaduto alla figlia, che frequenta il primo anno della scuola media presso l’istituto De André, ha suscitato la forte reazione della madre, che ha deciso di iniziare una battaglia con le altre famiglie sensibili all’argomento. Il delicato tema dell’inclusione è quanto mai attuale in una scuola che deve salvaguardare le diverse sensibilità etniche e culturali. Il caso specifico accaduto nella De André non è però di facile soluzione ed è destinato a fare discutere. La gita in questione, una visita al Villaggio e Museo africano di Bergamo, è stata infatti organizzata dall’insegnante di religione a conclusione di un percorso formativo durato tutto l’anno e, quindi, non fruibile da chi ha scelto di non avvalersene. «La destinazione della gita non è Lourdes», ribatte però la mamma.

«Si può immaginare l’impatto psicologico sui ragazzi esclusi che si sentono emarginare. Come possiamo spiegare ai nostri figli che una scuola pubblica non riesce a pensare alle uscite, a maggior ragione quelle che occupano l’intera giornata, in un’ottica interdisciplinare e perché nel giorno della gita loro non troveranno gli altri professori in classe a svolgere regolarmente lezione? Come siamo lontani dall’idea di scuola inclusiva e pluralista!». In una lettera indirizzata alla dirigente scolastica Marina De Marco e al Consiglio d’istituto, dodici mamme hanno chiesto di prendere una posizione in merito. Vogliono che venga valutata l’opportunità di escludere degli studenti da un’attività che non occupa solo l’ora di religione ma anche quelle delle altre materie curricolari, implica un’alterazione della normale attività didattica e prevede la visita di luoghi di interesse culturale e non solo religioso. «È un discorso molto delicato – dichiara in proposito la professoressa De Marco – perché la scuola deve tutelare gli interessi di tutti. Ho chiesto al Consiglio d’Istituto, l’organismo preposto a deliberare in merito, di affrontare l’argomento in modo completo».

«Abbiamo dato a questo tema la massima importanza», spiega Marco Tironi, genitore e presidente del Consiglio d’Istituto. «Ne abbiamo discusso a lungo durante l’ultima seduta che si è tenuta lo scorso lunedì e abbiamo invitato anche le mamme firmatarie a parlare e spiegare le loro ragioni. Non è però una questione che si può sviscerare in un’unica seduta. Abbiamo preso l’impegno di affrontare nuovamente l’argomento per arrivare a una delibera che sarà frutto di un ragionamento e di un confronto».