Giovanni Malagò
Giovanni Malagò

Milano, 25 gennaio 2021 - Rischia di essere la peggior figura a livello mondiale per l'Italia, in ambito sportivo ma anche politico. La mancata qualificazione degli azzurri agli ultimi Mondiali di calcio in Russia sarebbe nulla in confronto. Perchè qui il rischio è l'Italia venga espulsa dalle Olimpiadi di Tokio della prossima estate e non certo per demeriti sportivi ma "amministrativi". Il Cio sarebbe pronto ad escludere il Coni, perché il massimo organo sportivo italiano ha perso la proprio autonomia a vantaggio del nuovo ente Sport e Salute introdotto con l'ultima riforma del settore. Al di là dei cavilli tecnico-burocratici quel che conta è il Cio richiede la massima autonomia dei comitati locali e, in caso contrario, potrebbe ammettere la partecipazione ai giochi degli atleti qualificati ma come "indipendenti", senza bandiera, divise nè inno. Un'ipotesi che fa rabbrividire. La corsa contro il tempo è in salita: mercoledì 27 il Cio si riunirà per decidere e serve dunque un decreto lampo (anche oltre quella data) per riformare ancora una volta il Coni e allontanare lo spauracchio. Sui social non si parla d'altro e il mondo della politica si sta mobilitando non senza polemiche contro il Governo

Le reazioni

"Si può ancora risolvere questa situazione, fino al 27 gennaio abbiamo tempo per farlo". A dirlo è il presidente del Coni Giovanni Malagò, intervenendo in videoconferenza all'audizione presso le Commissioni riunite VII, VIII e IX della Camera dei Deputati. "Il Cio - ha aggiunto Malagò - non chiede nulla di diverso da ciò che il governo italiano si è sempre impegnato di fare, per la prima volta il 24 giugno 2019 quando l'Esecutivo ha firmato l'host city contract per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026". Secondo il presidente del Coni  "ci siamo ridotti così perché la società Sport e Salute, diventata emanazione del governo, nel frattempo non ha scorporato le funzioni del Coni: pianta organica e asset. Nell'ambito delle sue funzioni, il Coni non può dipendere da una società del governo". Concludendo, il numero uno dello sport specifica: "Credo che c'è la volontà di sistemare la situazione ma per colpa della politica questo discorso in 25 mesi non è stato risolto". Dopo l'intervento del capo dello sport italiano, l'onorevole
Federico Mollicone (Fdi) ha estratto un tricolore da regalare simbolicamente al Comitato olimpico, invitando "il Premier Conte a intervenire su questa situazione paradossale - ha detto Mollicone - che rischia di farci fare una figura assolutamente deleteria".