Maradona con la maglia del Boca Junior
Maradona con la maglia del Boca Junior

Milano, 25 novembre 2020 - Avversario leale di mille sfide, Arrigo Sacchi,   tecnico del Milan  e della Nazionale azzurra, ricorda il talento di Diego Armando Maradona, affrontato tante volte in sfide quasi sempre decisive per lo scudetto. «Stento a crederci, sapevo che Diego era stato dimesso. Se ne va un fenomeno, una buona persona, generosa, che amava il calcio. Uno straordinario protagonista, il più grande in assoluto». Poi aggiunge: «Ho tre firme con dedica in un pallone, sono quelle di Pelé, Di Stefano e Maradona. Diego ha fatto sognare milioni di persone, le sue giocate erano delle imprese per altri. Giocare contro di lui era difficile, è stato un giocatore che ha evoluto il calcio. Non è mai stato un individualista, se avessi potuto l’avrei allenato volentieri».
Passo indietro nella memoria. «Diego era incredibile, ricordo che a San Siro una volta li assediammo, poi Maradona e Careca toccarono il pallone mezza volta e ci fecero gol. Dissi alla panchina: ‘così non vale’. Giocare contro Diego era come avere una spada di Damocle sulla testa, prima o poi ti colpiva. Una volta riuscimmo ad arrivare all’intervallo sullo 0-0 a San Siro, i tifosi ci applaudirono e io dissi negli spogliatoi: ‘ragazzi, finora ci ha perdonato, ora o segniamo noi, o segna lui'».