Gian Piero Gasperini cerca la terza qualificazione di fila in Europa con l’Atalanta
Gian Piero Gasperini cerca la terza qualificazione di fila in Europa con l’Atalanta

Bergamo, 9 maggio 2019 - L'Atalanta non smette mai di correre. Novanta minuti a tavoletta, pressando su ogni pallone. Senza esaurire il carburante. Probabilmente è questa la chiave della straordinaria stagione dei bergamaschi. Con due paradossi: la Dea è la formazione che ruota meno giocatori, quindici sostanzialmente nel girone di ritorno, ed è la squadra che ha iniziato a lavorare e a giocare per prima. Ritiro il 4 luglio e in campo ufficialmente dal 26, da quando ha affrontato il Sarajevo nella prima partita dei preliminari di Europa League. Nove mesi e mezzo in campo. Correndo sempre al massimo. Anche quando le cose non andavano bene dal punto di vista dei risultati, soprattutto a settembre.

Non c'è un segreto, solo lavoro. Quello metodico guidato direttamente da Gian Piero Gasperini e dal suo staff, che impostano ogni allenamento ad “alta intensità”: letteralmente gli schemi e la tattica si fanno correndo e contrastando come se fosse una partita vera. Massacrante, stancante, ma con Gasp funziona così. Insieme alla cura maniacale dei dettagli, come l’alimentazione, con i giocatori che consumano quasi sempre la colazione e il pranzo direttamente al centro sportivo di Zingonia. A impostare il lavoro atletico è il preparatore Domenico Borelli, che inizia a martellare le gambe e i polmoni dei giocatori già a luglio, sfruttando l’alta quota della Val Seriana che ospita il ritiro, dove Gomez e compagni macinano chilometri nei boschi per mettere il diesel annuale nelle gambe.

Poi il resto, ogni giorno, utilizzando anche la metodologia scientifica del professor Jens Bangsbo, il guru danese che da ottobre affianca come consulente lo staff di Gasperini. Un ex calciatore di alto livello che una volta appese le scarpette al chiodo ha conseguito due lauree specifiche, diventando uno dei massimi esperti della scienza applicata alla competizione sportiva. Una vecchia conoscenza del Gasp a Torino, ai tempi in cui guidava la Primavera della Juventus, vent’anni fa (Bangsbo collaborava con la prima squadra allenata da Carlo Ancelotti). Carichi di lavoro mirati, alimentazione controllata e tanto “bastone” di Gasperini, che in allenamento usa poco la carota e pretende il 101%. Costruendo squadre che magari faticano di più nei primi mesi, ma poi galoppano. Due anni fa la sua Atalanta fece 39 punti al ritorno, lo scorso anno 33, quest’anno addirittura 34 in sole 16 giornate. E da ottobre, dalla decima di campionato, la Dea ha inanellato 53 punti e 62 gol in serie A, oltre a tre vittorie e un pareggio in Coppa Italia. Numeri da alta intensità. Per un’Atalanta che non vuole smettere di correre a quattro partite dalla fine di una stagione incredibile.