Il personaggio. Da Cerro al Lambro al sogno Usa. Notini va a caccia dell’Europeo

Cresciuto in Lombardia il pugile ha poi frequentato la palestra dove nacque la leggenda Muhammad Alì.

Da Cerro al Lambro al sogno Usa. Notini va a caccia dell’Europeo

Da Cerro al Lambro al sogno Usa. Notini va a caccia dell’Europeo

Conquistare la Lombardia, poi l’Europa e infine il mondo. Un progetto ambizioso, chiaro e, soprattutto, avviato. Luigi Notini, pugile classe 2001, vanta infatti a curriculum già un paio di titoli regionali. Due riconoscimenti non da poco, specie per chi, fino all’età di quindici anni, giocava a calcio. Poi, però, la passione per il pugilato è esplosa, ispirata dai film di Rocky. Più passava il tempo, più il ragazzo nato a Napoli - ma cresciuto a Cerro al Lambro - dominava sul ring e il suo nome diventava sempre più popolare fra i circuiti pugilistici lombardi e non solo. All’aumentare della notorietà, cresceva però anche la pressione: "Vittoria dopo vittoria, l’aspettativa era ogni giorno più alta. Tutti, me compreso, ci aspettavamo sempre il massimo". Ed è per questo che, dopo le due sconfitte negli assoluti e nel torneo regionale “Elite prima serie”, Notini si prese due lunghe pause dal pugilato. Troppa era la delusione per i due match persi, per giunta per errori della giuria. Nel secondo periodo di inattività, decise di trasferirsi negli USA, a Miami. Qui lavorava come bar tender.

Poi, però, l’incontro che gli ha cambiato la vita e che lo ha invogliato a rimettersi i guantoni, in un luogo magico e sacro per tutti i boxeur: la 5th Street Gym, palestra nella quale nacque la leggenda di Muhammad Alì. "Iniziai a frequentarla nel tempo libero. Quando gli altri pugili si preparavano per qualche manifestazione, io facevo sparring assieme a loro. Vedendomi combattere, il maestro Dino Spencer mi notò e mi spronò per farmi diventare professionista". In questo tempio del pugilato, conobbe anche Daniele Scardina: "Per me è un punto di riferimento. Mi ha aiutato tanto e ho cercato di stargli il più vicino possibile, visto ciò che ha passato".

A giudicare dai risultati ottenuti sul ring, Spencer ci vide giusto. Notini, nel frattempo soprannominato “Guapp” – da “guapo”, che in napoletano significa sia bel ragazzo che giovane tosto – ha infatti vinto tutti i sei match disputati da professionista, di cui più della metà per ko: i primi quattro combattuti fra Santo Domingo e Miami, gli altri due nel Belpaese.

A proposito dello Stivale: attualmente, Luigi si trova in Italia ed è fermo a causa di una fascite plantare. L’obiettivo, però, è rimettersi in sesto il prima possibile, migliorare il ranking e, entro fine anno, competere per un titolo europeo. Quella nel Vecchio Continente sarà una sosta temporanea. Il giovane pugile ha già espresso il desiderio di tornare negli USA: "Voglio affermarmi in America perché c’è più fratellanza e disponibilità fra gli atleti. Il pugilato italiano è un ambiente nocivo, pieno di gente invidiosa, con maestri ancorati al passato da un punto di vista tecnico. Sono stati fatti, però, dei passi avanti...". A prescindere da dove si alleni e combatta, la missione di Guapp comunque non cambia: prendersi, a piccoli passi, il mondo, a suon di diretti e ganci. Il talento, la fame e la mentalità di questo ragazzo possono trasformare il sogno in realtà.

Giovanni Cisternino