La rivoluzione è servita, un terremoto per il calcio europeo e non solo. Dodici club europei di calcio hanno annunciato congiuntamente un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori. In pratica una nuova Champions League, alternativa a quella dell'Uefa. Le reazioni non si sono fatte attendere con il governo del calcio che si è opposto fermamente al progetto minacciando cause e sanzioni pesanti per i calciatori. La frattura è aperta e il mondo del calcio si spacca in due. Così, mentre la Juve vola in borsa e le squadre tedesche e francesi si sfilano, si dovrà trovare un tavolo di concertazione, più o meno ufficiale, perchè in gioco non ci sono solo montagne di soldi. Eppure per ora tirano venti di guerra: i dodici club fondatori rispondono alle minacce di cause miliardarie da parte dell'Uefa che intende inoltre escludere i club dai campionati nazionali in accordo con le leghe nazionali e i giocatori tesserati dalle competizioni come Europeo e Mondiale, in accordo con Fifa, depositando un dossiere in vari tribunali. Schermaglie legali di rito o inizio di una battaglia senza precedenti? Di certo, sarebbe già stato depositato in Spagna il marchio della Superlega, a dimostrare che la fronda fa sul serio.

I club fondatori

Milan, Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur hanno tutti aderito in qualità di Club Fondatori. E' previsto che altri tre club aderiranno come prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile.

La nuova competizione

Il format della competizione prevede 20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club. Inizio ad agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da dieci squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale.  Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale. Ci sarebbe infine l'idea di una Superlega anche femminile, come si evince dal comunicato emesso dal Milan: ". "Dopo l'avvio della competizione maschile, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva lega femminile, per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile". 

Le motivazioni dei club

"In futuro - si legge nella nota - i Club Fondatori auspicano l'avvio di consultazioni con Uefa e Fifa al fine di lavorare insieme cooperando per il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la nuova Lega e per il calcio nel suo complesso. La creazione della Super League arriva in un momento in cui la pandemia globale ha accelerato l'instabilità dell'attuale modello economico del calcio europeo. Inoltre, già da diversi anni, i Club Fondatori si sono posti l'obiettivo di migliorare la qualità e l'intensità delle attuali competizioni europee nel corso di ogni stagione e di creare un formato che consenta ai top club e ai loro giocatori di affrontarsi regolarmente". Nella nota viene sottolineato che "la pandemia ha evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale per accrescere valore e sostegno a beneficio dell'intera piramide calcistica europea. In questi ultimi mesi ha avuto luogo un ampio dialogo con gli stakeholders del calcio riguardo al futuro formato delle competizioni europee. I Club Fondatori credono che le misure proposte a seguito di questi colloqui non rappresentino una soluzione per le questioni fondamentali, tra cui la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l'intera piramide calcistica".

L'aspetto economico

Il nuovo torneo fornirà una crescita economica significativamente più elevata e un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. "Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall'attuale competizione europea - spiegano le società - e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono a un quadro di spesa. In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno da Jp Morgan un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d'investimento in infrastrutture e per bilanciare l'impatto della pandemia Covid-19".

Florentino Perez e Andrea Agnelli

Florentino Pérez, presidente del Real Madrid e primo presidente della Super League, ha dichiarato: "Aiuteremo il calcio a ogni livello e lo porteremo a occupare il posto che gli spetta nel mondo. Il calcio è l'unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri". Sostenendo la nuova lega europea, Andrea Agnelli, presidente della Juventus e vicepresidente della Super League, ha detto: «I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale. In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente".

L'Uefa non ci sta

L'Uefa, le federazioni e leghe professionistiche di Inghilterra, Spagna e Italia si schierano compatte contro la nascita della Superlega. Sullo sfondo anche una maxi causa da 50-60 miliardi di euro che l'Uefa potrebbe intentare contro i club fondatori: "Vogliamo ribadire che noi resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull'interesse personale di alcuni club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarieta". Questo il comunicato pubblicato sul sito della Uefa che annuncia di "considerare tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziarie che sportive per evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi". Come annunciato in precedenza dalla Fifa e dalle Federazioni, ai club interessati "sarà vietato di giocare - prosegue il comunicato - in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale e ai loro giocatori potrebbe essere negata la possibilità di rappresentare le loro squadre nazionali. Ringraziamo i club di altri Paesi, in particolare i club francesi e tedeschi, che si sono rifiutati di sottoscrivere questo progetto. Esortiamo tutti gli amanti del calcio a unirsi a noi nella lotta contro un progetto del genere. Questo persistente interesse personale di pochi va avanti da troppo tempo. Quando è troppo, è troppo".

La risposta dei 12

I 12 club aderenti alla Superlega hanno già pronta una risposta legale alla minaccia di causa per danni avanzata dalla Uefa. Secondo Le Parisien, i club avrebbero inviato una lettera al presidente della Fifa, Gianni Infantino, e a quello dell'Uefa, Aleksander Ceferin, nella quale li avvisano di aver depositato il loro 'dossier' presso diversi tribunali, senza specificare quali e con quali contenuti. Non solo, un marchio della Superlega europea (Esl) è stato depositato all'ufficio marchi spagnolo il 10 gennaio di quest'anno. E' quanto risulta da una verifica effettuata dall'Adnkronos. Il richiedente risulta essere tale Miguel Ángel Galán Castellanos che, da una verifica dell'indirizzo di registrazione, sembrerebbe essere lo stesso Miguel Ángel Galán Castellanos presidente del Centro Nacional de Entrenadores de Fútbol (Cenafe), la scuola nazionale allenatori, in pratica la Coverciano spagnola.

La Juve vola in borsa ed esce dall'Eca

Tanti "no" ma per ora il mercato azionario dice "sì". All'indomani dell'annuncio della SuperLega, il titolo della Juventus apre in netto rialzo le contrattazioni a Piazza Affari. Le azioni della società bianconera hanno esordito con una crescita fino al 13%. Boom in borsa anche per il Manchester United. Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, si è dimesso da presidente dell'Eca, l'associazione che rappresenta le squadre di calcio in ambito europeo, e anche la Juventus ne è uscita come società. Agnelli si è dimesso anche dall'esecutivo Uefa. Lo stesso ha fatto Steven Zhang, presidente dell'Inter

Ceferin (Uefa) attacca Agnelli: "Bugiardo"

"Andrea Agnelli e' una delle piu' grandi delusioni, se non la piu' grande. Non ho mai visto una persona che mentisse cosi' di continuo. Avevo parlato con lui sabato pomeriggio, mi aveva detto solo che erano voci, di non preoccuparmi, che mi avrebbe chiamato in un'ora. E invece ha spento il telefono. L'avidita' e' cosi' forte che sconfigge tutti i giusti valori umani". Lo ha detto Aleksander Ceferin dopo la riunione dell'Esecutivo Uefa. "'La 
Superlega è una proposta orribile, i pochi club aderenti sono mossi da avidità. I giocatori impegnati in Superlega non giocheranno né il Mondiale né l'Europeo. E' uno sputo a chi ama il calcio, non lasceremo che ce lo portino via'', ribadisce il numero uno dell'Uefa. La Champions League esistera' anche senza i 12 club che hanno aderito alla Superlega. "In Europa ci sono molti altri club molto buoni, la faremo con o senza di loro", ha messo in chiaro Ceferina. Per quanto riguarda le sanzioni alle societa' che hanno aderito alla Superlega, ha aggiunto: "Stiamo ancora valutando la situazione con la nostra squadra legale, e' ancora presto, ma il prima possibile dobbiamo sospendere tutti dalle nostre competizioni". Per Ceferin la Superlega e' una questione di "avidita', egoismo e narcisismo di poche persone".

Il no dell'Unione Europea

Non poteva mancare la posizione dell'Unione Europea inevitabilmente contraria al progetto delle big del calcio: ""Dobbiamo difendere un modello di sport europeo guidato dai valori, basato sulla diversita' e l'inclusione. Non c'e' modo di riservarlo a pochi ricchi e potenti club che vogliono tagliare legami con tutto cio' che la associazioni rappresentano: campionati nazionali, promozione e retrocessione e sostegno al calcio dilettantistico. Universalita', inclusione e diversita' sono elementi chiave dello sport in Europa e del nostro stile di vita europeo". Lo ha scritto  Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea con delega alla Promozione dello stile di vita europeo. 

Tifosi in rivolta, la lettera dei vip a Zanetti

Da Liverpool a Milano, passando per Londra e Madrid, sono tanti i tifosi delle squadre fondatrici della SuperLega che contestano il proprio club. A Liverpool i suppoerters reds hanno affisso dei drappi neri fuori da Anfield Road per esprimere netta contrarietà. Ma anche in Italia sono tante le voci di disappunto, dal mondo ultrà da sempre contario al "calcio moderno" ai tifosi vip. Sul fronte Inter, lettera aperta di vari supporters nerazzurri famosi al vicepresidente Javier Zanetti: "Capitano, ti chiediamo di fare quanto è nelle tue possibilità per dissuadere l'Inter da un passo falso così grave. Il calcio è di tutti". Questo progetto "sovverte in modo brutale i criteri di ammissione ai tornei continentali fino a qui conosciuti, e seguiti con passione da un pubblico tanto vasto quanto vasta è la base sportiva interessata: centinaia di squadre di club di ogni Paese europeo". Nella lettera si ricorda l'importanza della conquista sul campo del diritto di partecipare e che nessuna squadra "può considerarsi automaticamente ammessa per diritto divino, o meglio perché economicamente più potente". «Se i ricchi si frequentano solo tra loro - conclude la lettera - in genere è perché hanno paura di perdere qualcosa. Aiuta l'Inter, caro Capitano, a rimanere nel calcio di tutti». Diciotto i tifosi illustri che hanno firmato il testo Michele Serra, Gad Lerner, Enrico Mentana, Paolo Rossi, Roberto Zaccaria, Gino Vignali, Michele Mozzati, Gabriele Salvatores, Riccardo Milani, Carlo Arturo Sigon, Alberto Crespi, Davide Corritore, Alessandro Marina, Nico Colonna, Riccardo Rocco, Bruno Ambrosi, Rudi Rezzoli, Riccardo Lorenzi

...e del Regno Unito

"I piani per una SuperLega europea sarebbero molto dannosi per il calcio, sosteniamo le autorita' calcistiche nelle loro azioni". Lo scrive su twitter il premier del Regno Unito, Boris Johnson, spiegando che "i club coinvolti devono rispondere ai propri tifosi e alla piu' ampia comunita' calcistica prima di compiere ulteriori passi". 

In Italia

"Al momento non c'e' una posizione da parte del governo, valuteremo ed esprimeremo un parere. In tutti i campi, anche nello sport, i cambiamenti dovrebbero avvenire secondo un percorso condiviso con le istituzioni e le federazioni, andrebbero evitati strappi e fughe in avanti".  Lo ha detto a "Buongiorno", su Sky Tg24, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Intanto dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico è un susseguirsi di commenti negativi. Primi commenti negativi anche dal centrodestra anche se Silvio Berlusconi, numero uno di Forza Italia, ai tempi della presidenza del Milan ipotizzò a più riprese un campionato europeo tra le big del calcio. Un altro milanista doc è Salvini che spiega: "Da tifoso, dovrei essere contento che la mia squadra possa partecipare ad una Superlega europea, incassando un sacco di soldi, a prescindere da merito, impegno e risultati. Ma, da sportivo e da italiano, dico che il denaro non e' tutto, e i milioni non sono sufficienti per azzerare simboli, storia, merito, cuore e passione. Il calcio e lo sport sono di tutti, non di pochi privilegiati. Mi piacciono le vittorie conquistate con il sudore sul campo, non quelle comprate coi milioni in Borsa".

Fuori dal coro

Tra i tanti commenti negativi di ex calciatori e dirigenti sportivi, ne spunta uno positivo. "Era ora che si facesse qualcosa per rinnovare". Lo ha detto Sandro Mazzola all'Adnkronos. L'ex attaccante dell'Inter ha poi aggiunto: "credo sia una cosa bella, giusto così".