Hakan Çalhanoğlu
Hakan Çalhanoğlu

Milano, 21 novembre 2019 - L’intoccabile alza bandiera bianca, si riposa e guarda gli altri dal divano di casa propria. Non per scelta sua e nemmeno per quella del suo allenatore. Ma per decisione del Giudice Sportivo, che lo ha squalificato per un turno. La sfida di dopodomani contro il Napoli a San Siro (ore 18) sarà la prima del Milan senza Calhanoglu dopo un filotto di ben 47 gare consecutive. Con Gattuso, Giampaolo e Pioli, il turco ha sempre giocato, alternando ottime prestazioni a lunghi periodi di appannamento. Di certo, quando ti trovi a 19 punti dalla vetta ma soprattutto con sole 4 lunghezze di margine sulla zona retrocessione, è chiaro che l’obiettivo è uno solo: vincere. Con o senza Calhanoglu, poco importa. Di certo, però, si è aperto il totonome per cercare di capire chi sarà il giocatore incaricato di sostituire il numero dieci rossonero. Lui che, da insostituibile (o quasi) potrebbe anche rischiare di diventare seriamente una seconda scelta, anche se questo non appare l’orientamento di Pioli.

Se il tecnico dovesse riproporre il 4-3-2-1 che ha fatto bene a Torino contro la Juventus, sono due le possibilità di sostituzione di Calhanoglu: una prevede l’avanzamento di Paquetà a sinistra, per formare la coppia di trequartisti con Suso. L’altra, forse più azzardata, prevede l’inserimento di Bonaventura accanto a Suso, con Paquetà che rimarrebbe nei tre di centrocampo assieme a Biglia (anche Bennacer è squalificato) e Krunic. Molto più interessante il discorso, invece, se Pioli decidesse per un ritorno al 4-3-3: qui, infatti, potrebbe esserci l’esordio da titolare di Rebic, finora vera incognita. Il croato è un esterno puro e completerebbe il reparto formato da Suso e Piatek. Soluzioni tattiche che potrebbero anche portare ad una svolta in casa Milan, ma senza Calhanoglu in campo: «La Bundesliga? Giocare per il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund o un altro grande club in Germania è un mio obiettivo - dice il turco alla Bild - se mi cercassero non potrei dire di no».