"Strappare lungo i bordi", la serie Netflix di Zerocalcare
"Strappare lungo i bordi", la serie Netflix di Zerocalcare

Nonostante lui li definisca così, i suoi non sono solo "disegnetti". Anzi. Quelli di Zerocalcare, artista romano il cui vero nome è Michele Rech, sono ormai da anni fumetti d'autore. E adesso dalle strisce e dai libri è passato alla serie d'animazione "Strappare lungo i bordi" trasmessa in streaming sulla piattaforma Netflix. Sei episodi della lunghezza di circa 20 minuti ognuno in cui c'è un po' tutto di Zerocalcare: l'irriverenza, il racconto autobiografico, il serio e il faceto e soprattutto lui, l'Armadillo ovvero la coscienza di Zerocalcare. Una serie di animazione che va vista e fatta vedere il più possibile. Ecco dieci buoni, buonissimi motivi, per vedere "Strappare lungo i bordi".

  1. Politicamente scorretto
  2. Amicizia
  3. Temi simbolo per una generazione
  4. Prima serie d'animazione italiana per Netflix
  5. Mai volgare
  6. L'autore è fedele a se stesso
  7. La colonna sonora
  8. Si ride riflettendo
  9. Zerocalcare
  10. La seconda stagione

 

Politicamente scorretto

I luoghi comuni non esistono. In questa serie non esiste il politicamente corretto, anzi. L'autore, come avviene anche nelle sue strisce a fumetti e nei suoi libri, non cerca in alcun modo di strizzare l'occhio al pubblico o di entrare nelle sue grazie con artifici stucchevoli o frasi retoriche. Anzi.

E' una serie che parla di amicizia

Zerocalcare non racconta l'amicizia come ci si aspetterebbe ovvero con frasi di circostanza sul crescere insieme o immagini evocative. Semplicemente il protagonista, che è proprio Zerocalcare, è circondato in maniera naturale dagli amici di sempre. L'autore non indugia in frasi melense o concetti già visti e sentiti ovunque. Il protagonista semplicemente vive.

Temi simbolo di una generazione

"Strappare lungo i bordi" parla di concetti che alla generazione di chi è nato negli anni Ottanta non solo sono familiari, ma rappresentano la quotidianità. L'incertezza per il lavoro che non si trova, per la strada della propria vita che non si riesce a imboccare come si sognerebbe, le difficoltà a comunicare, a stabilire rapporti interpersonali autentici, a individuare i propri reali desideri.

E' la prima serie d'animazione italiana appositamente per Netflix

Zerocalcare è da sempre un precursore e anche in questa avventura lo è stato. Nessun fumettista o disegnatore italiano negli ultimi anni ha mai realizzato una serie appositamente per una piattaforma di streaming così importante come Netflix. E lui, Michele Rech, anche in questo caso è il primo. 

Usa parolacce, ma non è mai volgare

Un paradosso: nei sei episodi si possono contare decine di parolacce, eppure "Strappare lungo i bordi" non risulta mai volgare. Neppure per un secondo. Il motivo? Le parolacce vengono usate sempre come intercalare o rafforzativo di un concetto e non sono mai fini a loro stesse. Non vengono utilizzate per cercare di strappare un sorriso come avviene nei fastidiosi Cinepanettoni. E anche in questo emerge l'intelligenza di Zerocalcare e del suo staff.

L'autore è fedele a se stesso

Da "La profezia dell'armadillo" - il libro a fumetti, non il film - in avanti, Zerocalcare ha mantenuto uno stile ben riconoscibile e definito e anche in "Strappare lungo i bordi" non viene snaturato. Il "salto" dalla carta allo streaming non gli ha fatto male, anzi. I personaggi, lo stile, i contenuti: tutto è nel perfetto mood di Zerocalcare. Che è esattamente ciò di cui l'arte italiana - perché, sia chiaro, fumetto e animazione sono arte - ha un gran bisogno in questo momento storico.

La colonna sonora

In questa serie la musica torna ad essere fondamentale. Torna ad essere parte integrante della narrazione, torna ad avere un reale significato. Come avviene ormai sempre meno nelle serie tv. Ci volevano Zerocalcare e il suo staff - "L'ho fatto con duecento persone, è merito anche loro. Altrimenti sembra sempre che faccio tutto da solo" ha recentemente affermato lo stesso fumettista - per riportare finalmente la musica nel posto che le compete anche sugli schermi.

Si ride riflettendo

Ve lo dico: l'ultimo episodio è molto amaro. Ma la narrazione è talmente profonda e coinvolgente da essere un'amarezza necessaria. Durante tutti gli episodi si ride, non in modo sguaiato ma in maniera intelligente, ma si è sempre portati a fare una riflessione di fondo. Riflessione che trova il culmine nell'ultimo episodio. Dove a far riflettere è la vita stessa.

Zerocalcare

Tutto ciò che Zerocalcare tocca diventa oro. Le sue strisce - a tutti sarà capitato di vedere girare su Facebook "Quando muore uno famoso" che viene riproposta immancabilmente a ogni dipartita di una personalità nota - e i suoi libri - "Kobane calling" per citarne uno, anche se "La profezia dell'armadillo" rimane imbattibile così come "Un polpo alla gola" - rappresentano l'esempio perfetto di quanto i fumetti per adulti possano cambiare la giornata a chiunque. Insieme a Silva Ziche e Leo Ortolani, altri due geni indiscussi e indiscutibili dell'arte del fumetto internazionale, rappresenta a oggi il meglio che l'Italia del fumetto possa proporre. E "Strappare lungo i bordi", in cui come per tutte le produzioni di Zerocalcare la società Bao Publishing ha avuto un ruolo fondamentale, è davvero una proposta di alta qualità.

La seconda stagione

Perchè vedere "Strappare lungo i bordi"? Per la speranza che Michele Rech e il suo staff ne realizzino almeno un'altra stagione. Magari più lunga.