I Maneskin vincono il Festival di Sanremo 2021
I Maneskin vincono il Festival di Sanremo 2021

La passata edizione del Festival di Sanremo ha portato una gran fortuna all'Italia, con la vittoria dei Maneskin prima sul palco del Teatro Ariston e poi su quello di Rotterdam all'Eurovision Song Contest. Inevitabile, quindi, riporre tante speranze sul prossimo Festival di Sanremo, quello che vedrà alla conduzione ancora Amadeus affiancato da Fiorello. E a contendersi la vittoria chi ci sarà? Ormai appare sempre più chiara la divisione per "fasce di gusto" del pubblico degli artisti in gara. Questo, perlomeno negli intendimenti dell'organizzazione della kermesse musicale, dovrebbe avere l'obiettivo di "svecchiare" il target di riferimento della manifestazione. Quella del 2022, vista l'organizzazione dell'Eurovision in Italia dopo oltre trent'anni dall'ultima volta, dovrà essere un'edizione del Festival di Sanremo inevitabilmente al top. Chi si aggiudica la rassegna musicale in Liguria, infatti, rappresenta di diritto l'Italia proprio all'Eurovision Song Contest. Facile, quindi, capire come non ci si possa permettere a maggior ragione quest'anno di avere artisti di secondo piano in gara.

Ecco che quindi saltano fuori in quota "pretendenti alla vittoria" nomi del calibro di Elisa - la sua partecipazione è data soprattutto in duetto con Rkom, collaborazione già avviata con il brano "Blu"  di quest'ultimo -, Elodie - tornata recentemente alla musica cantata dopo la parentesi soprattutto da showgirl - e Mahmood. Quest'ultimo potrebbe rappresentare il nome più forte in chiave Eurovision, ma soltanto con un brano internazionale. Per intenderci, diverso da "Rapide" o simili. Nella quota "classica" potrebbe tornare Loredana Bertè, anche se è stata proprio lei in passato ad affermare che sarebbe tornata a Sanremo soltanto come ospite. D'altro canto, però, non sono molti i nomi disponibili in quota "classica". Loredana Bertè e Patty Pravo sarebbero di fatto le due più accreditate, escludendo possibili ritorni di Orietta Berti e Ornella Vanoni. Nelle ultime ore si fa strada anche un altro nome: quello di Donatella Rettore. Attenzione anche a Marcella Bella. Poi c'è la quota "indie" e qui si potrebbero immaginare Mannarino, Brunori Sas, Dente, Daniele Silvestri, un ritorno de La Rappresentante di Lista magari. Per quanto riguarda la quota "talent" immancabile la truppa di Amici: Sangiovanni e Aka7even i due più accreditati, con Tancredi che potrebbe infilarsi all'ultimo. 

Potrebbe far storcere il naso a molti puristi, ma anche in questa edizione è atteso il mondo "trap": Blanco, ormai acclamatissimo da pubblico e critica pur dovendo ancora dimostrare di meritare il titolo di portabandiera di questo genere musicale, Massimo Pericolo e Il Tre, che fra i giovanissimi ha un ottimo seguito. Il sogno si chiama Salmo, ma avendo appena pubblicato l'album Flop è difficile che possa avere voglia ed energie per tuffarsi nell'avventura sanremese. Il pop strappalacrime e rime facili non può poi che vedere un possibile ritorno dei Modà e dei The Kolors, veri animali da Ariston. Così come Francesco Gabbani e Francesco Renga, accomunati dal nome di battesimo e dal fatto di essere dei classiconi da Sanremo. In quota "esperimenti pop" potrebbero arrivare Tecla, Federico Rossi - che è ancora in cerca di un'identità dopo lo scioglimento del duo Benji&Fede - e Leo Gassman. Fanno parte dei ritorni acclamati e agognati Carmen Consoli, Dolcenera, Noemi, Malika Ayane, Le Vibrazioni, Michele Bravi e i Boomdabash. Questi ultimi due sono i più papabili. Per quanto riguarda gli alternativi in stile Extraliscio, si fa il nome de L'Orchestraccia.

E i Maneskin? Probabile che, vista la fortuna che il palco dell'Ariston ha portato alla rock band romana, è possibile che Damiano David e soci tornino sul "luogo del misfatto" come ospiti.