I volti degli 8 titoli candidati come miglior film
I volti degli 8 titoli candidati come miglior film

E' tempo di Oscar, anche in un anno nel quale i cinema, al di qua e al di là dell'oceano, sono stati perlopiù serrati e in cui è mancato il "titolo dell'anno", quello che è in grado di mettere d'accordo (o in disaccordo) più o meno tutti. Come in fin dei conti era successo invece l'anno scorso, quando il coreano "Parasite", già Palma d'Oro, aveva scombinato pronostici e storia aggiudicandosi la statuetta per il miglior film assoluto e facendo infuriare l'allora presidente Donald Trump: sorpresa sì, però "Parasite" era stato davvero il film di cui tutti parlavano.

Un anno complicato

Quest'anno in ballo ci sono tanti fattori X. Primo, lo strapotere delle piattaforme streaming (con Netflix in testa:35 candidature) che hanno sostituito di fatto e per forza di causa maggiore la visione in sala. Un percorso partito da lontano e che ha già avuto precedenti nobili (i premi per "Roma" di Cuaron, le nomination per "The Irishman" di Scorsese) ma deflagrato quest'anno. Sale chiuse appunto e quando sono state aperte con responsi incredibili: uno è stato il flop americano di "Tenet" di Christopher Nolan, approdato negli States in estate sfidando la pandemia e uscendone con le ossa rotta. E ora, dopo la campagna vaccinale e la riapertura dei cinema anche a New York e Los Angeles, il box office è dominato da "Godzilla contro Kong", che sembra uscito da una videoteca specializzata in B-Movies, di quelle che piacevano a Quentin Tarantino. Insomma, gran destabilizzazione. Infine, la politica: da anni ha preso piede la campagna contro gli Oscar "so white", che ha già dato frutti negli ultimi tempi (e anche "Parasite" è andato in quella direzione), e a questo punto si direbbe anche "so male", per esempio nei premi alla regia. Sarà un anno di svolta, c'è da scommetterci, nel nome dell'inclusione.Ma vediamo chi se la gioca.

Miglior film

"Nomadland"

Come miglior film "Nomadland", vincitore dell'ultimo Leone d'oro a Venezia, è super favorito. E le 10 nomination del "Mank" di David Fincher, sontuoso racconto dedicato allo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz nella Hollywood Anni 40 di "Quarto Potere", non traggano in inganno. Molto apprezzato anche "Il Processo ai Chicago 7" di Aaron Sorkin, che mette insieme pootesta giovanile con il tema, sempre amato, della giustizia ingiusta, e tangenzialmen purete le Black Panther (vere protagoniste invece nell'altro contendente "Judas and the Black Messiah"). Tutto materiale che dopo la sentenza sul caso George Floyd avrà un suo peso nel corso della serata del 25 aprile (per noi la notte e l'alba del 26). Meno forte il britannico "The Father". Se bisogna dirne uno, che "Nomadland" sia.

La regia (è donna)

"Nomadland", semidocumentaristico racconto delle carovane nomadi che tuttora popolano un'America di dropout e sognatori, è diretto dalla regista sino-americana Choé Zhao. E' il nome da battere. Intanto è donna, in una categoria dove per la prima volta sono due le contendenti (c'è anche Emerald Fennel di "Una donna promettente") e che è la più maschislista di tutte. In 93 anni ha vinto una sola regista, Kathryn Bigelow con "The Hurt Locker" 11 anni fa, e dalla prima nomination nel 1977 (Lina Wertmüller per "Pasqualino Settebellezze") di nominate ce ne sono state solo altre 3 (Jane Campion, Sofia Coppola, Greta Gerwig). Movimento #MeToo a parte, pare proprio questione di giustizia sociale. Zhao è anche rappresentante di una minoranza etnica. Insomma, il vento soffia dalla sua parte (e anche tutti i premi "di preparazione"). Con buona pace di Fincher. 

Gli attori

Daniel Kaluuya in "Judas and the Black Messiah"

Tra i protagonisti maschili la sfida sembra a due. Da una parte Anthony Hopkins, a inizio stagione dei premi grande favorito con "The Father", un viaggio sorprendente nella demenza senile. Poi però ha preso quota la voglia di premiare la prova postuma di Chadwick Boseman in "Ma' Rainey's Black Bottom", trasposizione di un'opera teatrale di August Wilson in cui la compianta star di "Black Panther" dà il meglio. Il commosso ricordo della vedova ai Globes sembrava aver chiuso i giochi. Ma cè chi giura che Boseman è talmente favorito che alla fine sir Anthony potrebbe farcela. Attenzione a Riz Ahmed di "Sound of Metal". Tra i non protagonisti se c'è da fare un nome secco è quello di Daniel Kaluuya, black panther anche lui, ma di quelle vere, in "Judas and the Black Messiah": non protaginista si fa per dire perché divide lo schermo con il collega Lakeith Stanfield (nominato), ma sono le regole contorte della gara. Vicinissimo però Il Sacha Baron Cohen de "Il processo ai Chicago 7", premiarlo sarebbe un modo anche per omaggiare il suo "Borat - Seguito di film cinema" che oltre oceano è piaciuto parecchio.

Le attrici

Viola Davis è Ma Rainey

Partiamo dalle non protagoniste dove la gara grazie agli ultimi verdetti sembra dominata dall'attrice coreana Yuh-Jung Youn, anziana madre nella sorpresa bilingue "Minari", film che parla di una famiglia coreana trapiantata in America. Va detto però che Amanda Seyfried sarebbe la garanzia più sicura per "Mank" di portare a casa un premio pesante, Maria Bakalova ("Borat 2") è stata accolta come rivelazione dell'anno. Nella categoria delle protagoniste al contrario la gara è apertissima.Viola Davis è una favorita dei colleghi attori, ha vinto il Sag Award e ora parte in vantaggio con la sua Ma' Rainey's. Frances McDormand ("Nomadland") ha già vinto due volte  e tre forse sarebbero troppe. Andra Day ("United States vs Billie Holiday") ha spiazzato ai Globes ed è la sorpresa dell'anno (ma il film è piaciuto così così). Carey Mulligan ("Una donna promettente") è stata la più amata della critica. Vanessa Kirby da quando ha vinto a Venezia con "Pieces of a Woman" si sapeva che sarebbe entrata in cinquina. Quindi? Davis, senza convinzione. 

Gli altri premi

Dietro "Mank" ci sono sei film che hanno ottenuto altrettante nomination: "The Father", "Judas and the Black Messiah", "Minari", "Nomadland", "Sound of Metal" e "Il processo ai Chicago 7", poi "Una donna promettente" con 5. E' una di quelle annate dove quasi tuti pretendenti al miglior film portebbero portarsi a casa una premio. Noi saremo attenti soprattutto alle categorie dove corre un po' d'Italia. In primis la miglior canzone originale: grazie a "Io sì (Seen)", da "La vita davanti a sé",  Laura Pausini e Niccolò Agliardi sono candidati insieme a Diane Warren. Non sono poche le possibilità di farcela, ma occhio soprattutto a "Speak Low" di Leslie Odom jr (nominato anche tra gli attori non protagonisti), canzone di un film che partiva lancia in resta e poi è stato molto dimenticato nelle nomination, "Quella notte a Miami" dell'attrice-regista Regina King. Il "Pinocchio" di Matteo Garrone corre per trucco (Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti.) e costumi (Massimo Cantini Parrini), se la dovrà vedere in primis con "Mank". Non parte certo favorito, ma sono slot aperti, più facile centrare il trucco che i costumi. Italia fuori invece dalla categoria Miglior film internazionale, dove il danese "Un altro giro" di Thomas Vinterberg (pure nominato per la regia) stacca tutti di una lunghezza. Novità di quest’anno è che le categorie premiate passano da 24 a 23, dato che i premi per il “miglior sonoro” e per il “miglior montaggio di effetti sonori” sono stati accorpati in un unico Oscar.

Tutte le nomination

Miglior film
The Father
Judas and the Black Messiah
Mank
Minari
Nomadland
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7







Miglior regia
Thomas Vinterberg, Un altro giro
David Fincher, Mank
Lee Isac Chung, Minari
Chloe Zhao, Nomadland
Emerald Fennel, Una donna promettente




Miglior attrice protagonista
Viola Davis, Ma Rainey’s Black Bottom
Andra Day, The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby, Pieces of a Woman
Frances McDormand, Nomadland
Carey Mulligan, Una donna promettente




Miglior attore protagonista
Riz Ahmed, Sound of Metal
Chadwick Boseman, Ma Rainey’s Black Bottom
Anthony Hopkins, The Father
Gary Oldman, Mank
Steven Yeun, Minari




Migliore attrice non protagonista
Maria Bakalova, Borat – Seguito di film cinema
Glenn Close, Elegia americana
Olivia Colman, The Father
Amanda Seyfried, Mank
Yuh-Jung Youn, Minari




Miglior attore non protagonista
Sacha Baron Cohen, Il processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah
Leslie Odom, Jr., Quella notte a Miami…
Paul Raci, Sound of Metal
Lakeith Stanfield, Judas and the Black Messiah




Miglior film internazionale
Un altro giro, Danimarca
Better Days, Hong Kong
Collective, Romania
The Man Who Sold His Skin, Tunisia
Quo Vadis, Aida?, Bosnia ed Erzegovina




Miglior fotografia
Judas and the Black Messiah
Mank
Notizie dal mondo
Nomadland
Il processo ai Chicago 7




Miglior sceneggiatura originale
Judas and the Black Messiah
Minari
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7




Miglior sceneggiatura non originale
Borat – Seguito di film cinema
The Father
Nomadland
Quella notte a Miami…
La tigre bianca




Miglior film di animazione
Onward
Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria
Shaun, vita da pecora: Farmageddon
Soul
Wolfwalkers – Il popolo dei lupi




Miglior documentario
Collective
Crip Camp – Disabilità rivoluzionarie
The Mole Agent
My Octopus Teacher
Time




Miglior cortometraggio documentario
Colette
A Concerto Is A Conversation
Do Not Split
Hunger Ward
A Love Song for Latasha




Miglior cortometraggio animato
Burrow
Genius Loci
Se succede qualcosa, vi voglio bene
Opera
Yes-People




Miglior cortometraggio
Feeling Through
The Letter Room
The Present
Two Distant Strangers
White Eye




Migliore colonna sonora
Da 5 Bloods – Come fratelli
Mank
Minari
Notizie dal mondo
Soul




Migliore canzone originale
“Fight for You” – Judas and the Black Messiah
“Hear My Voice – Il processo ai Chicago 7
“Husavik” – Eurovision Song Contest
“Io sì (Seen)” – La vita davanti a sé
“Speak Now” – Quella notte a Miami

Migliori effetti speciali
Love and Monsters
The Midnight Sky
Mulan
L’unico e insuperabile Ivan
Tenet











Migliori trucco e acconciature
Emma
Elegia americana
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Pinocchio




Migliore scenografia
The Father
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Notizie dal mondo
Tenet




Migliori costumi
Emma
Ma Rainey’s Black Bottom
Mank
Mulan
Pinocchio




Miglior montaggio
The Father
Nomadland
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7




Miglior sonoro
Greyhound – Il nemico invisibile
Mank
Notizie dal mondo
Soul
Sound of Metal