Roma, 25 febbraio 2021 - Lady Gaga a Roma per il film di Ridley Scott sull'omicidio di Maurizio Gucci. Subito paparazzata dai fotografi, le foto della star nella capitale stanno mandando in subbuglio i social media. L'artista, reduce dall'esibizione all'insediamento del nuovo presidente Usa, Joe Biden, si trova a Roma per girare alcune scene di "Gucci", il film di Ridley Scott sull'omicidio di Maurizio Gucci. Lady Gaga nel film sarà Patrizia Reggiani, che per il delitto dell'ex marito e presidente dell'omonima casa di moda ha scontato 18 anni ed è tornata in libertà pochi anni fa.

Adam Driver sarà Maurizio Gucci, ucciso nel marzo 1995 a Milano. Nel cast dovrebbero esserci anche Al Pacino, Jeremy Irons, Jared Leto. Le riprese si svolgeranno solo in Italia, tra Milano, Firenze, il lago di Como e appunto Roma. Al momento Lady Gaga è l'unica star a essere stata fotografata a Roma, con mascherina nera e vestito leopardato. Da quanto si apprende, anche a causa della pandemia, l'attrice e cantante ha affittato un lussuoso attico in centro, che si affaccia direttamente sui Fori Imperiali. Il film viene girato nell'anno in cui ricorre il centenario della fondazione della maison Gucci a Firenze: era infatti il 1921.

L'omicidio Gucci

La mattina di lunedì 27 marzo 1995, Maurizio Gucci esce dal palazzo di Corso Venezia 38 a Milano, nel quale abita, e compie a piedi il brevissimo tragitto che lo divide dalla sede della Vierse. Arrivato al portone, Gucci entra e saluta Giuseppe Onorato, il portinaio dello stabile: non si accorge di una Renault Clio verde parcheggiata sulla strada. Un uomo lo segue ed entra dietro di lui nell'edificio, quindi estrae una calibro 32 e apre il fuoco. L'imprenditore non muore subito e viene finito con un quarto colpo a distanza ravvicinata alla tempia sinistra. L'assassino sale poi in macchina, dove un complice lo attende e si dilegua. Le indagini partono dai numerosi affari che ruotano attorno al miliardario. Scartate varie ipotesi, gli inquirenti seguono la pista che porta all'ex moglie Patrizia Reggiani. Per circa due anni gli inquirenti cercano prove concrete del suo eventuale coinvolgimento. È un informatore della polizia a fornire il primo tassello agli investigatori. Nella nota dell'8 gennaio 1997 si fa un nome e un cognome, quello di Ivano Savioni, che si sarebbe vantato in pubblico di essere coinvolto nell'omicidio. Savioni era amico di Giuseppina Auriemma, detta Pina, una cartomante grande frequentatrice dell'attico di piazza San Babila dove Patrizia Reggiani viveva con le figlie. Viene posta sotto intercettazione la linea telefonica tra Auriemma e Savioni. I due parlano in continuazione, fornendo ogni particolare delle loro azioni e rivelando che lavoravano su mandato della Reggiani. I tre sospettati vengono arrestati il 31 gennaio 1997. Nel carcere di San Vittore, insieme alla Reggiani, finiscono Pina Auriemma e Ivano Savioni, ritenuti gli intermediari, Benedetto Ceraulo, individuato come assassino, e Orazio Cicala, l'autista della Renault. Oltre 600 milioni di lire era la cifra pattuita dalla Reggiani ai malviventi per l'agguato mortale.