Amadeus insieme a Fiorello
Amadeus insieme a Fiorello

La sua playlist, come la ascolta in macchina. Da vecchio deejay della radio, anzi Radio Deejay. Così Amadeus esplora la musica che gira intorno, spalanca, non socchiude, la porta agli indipendenti e ai giovani autori, allarga il perimetro dello scorso anno intorno sempre e comunque un nuovo modo di scrivere canzoni, diversamente d’autore. Saltano tutte le categorie di genere, quante donne, e di generi. Non entra la cronaca, con ci sono parole e suoni adeguati, il tempo vuoto scava nella solitudine e nei sentimenti, in tutti i “kind of blue” e i “kind of love”, i modi di essere “blue”, malinconici ma non tristi. Innamorati, ex innamorati. Introspettivi. Arrabbiati. Non sono arrivate canzoni rap o trap, quasi non si sente l’autotune. Si ascolta il lavoro di professionisti,  dagli autori, come Pacifico, agli autori produttori, come Dario Faini, consulente di suoni arrivato dopo per molti, ha rivelato Amadeus, con il progetto Dardust. Non ha deluso nessuno, perché Random è giovane e ancora tutto davanti a sé. Gigi D’Alessio ha scritto la sua canzone più bella per Arisa, Orietta Berti ha portato un cameo credibile della sua giovinezza e della storia del festival.

“Sono io che le ho chiesto - ha rivelato Amadeus - di farmi sentire delle canzoni”. Faini ha scritto una ballata perfetta, no blues, per Noemi, una davvero bella, ad angoli acuti, per Renga. Malika e Pacifico hanno l’eleganza di un gioco consapevole e leggero, Max Gazzè, farmacista esorcista, lancia una follia zappiana. Cocci di musica popolare, anni ‘60, ‘70 e ‘80 che ritornano dietro e dentro le canzoni,  Celentano, Jannacci, Dalla ma anche il bucaniere Daniele Silvestri, il rock e il punk. Quel suono rumore glam che potrebbe far vincere i Maneskin. Il teatro cabaret, la satira grottesca del personale politico attraversa il mondo de Lo Stato Sociale, Willie Peyote, fra Boris e Buscaglione. Poi ci sono le cose che piacciono a me e credo a molti altri fra voi. Colapesce e Dimartino, Coma_Cosa, Madame, La Rappresentante di Lista,  Extraliscio e Toffolo, Ghemon. La curiosità per Gio Evan, il poeta che canta. L’eleganza meticcia di Gaia, il progetto Michielin Fedez, che funziona. Altri li conoscete dalle classifiche, Annalisa perché ormai un classico qui. Tutti staranno nella bolla, i cantanti e i presentatori, i musicisti e gli orchestrali, “fra distanze e mascherine, tamponati ogni giorno” ha ricordato il direttore artistico. Aggiungendo “tranne per le band, praticamente congiunti, e marito e moglie, come i Coma_Cosa”. Libertà di show sul palco, Stato Sociale, Extraliscio e Max Gazzè promettono sorprese. Amadeus ha anche detto che ha fatto una grande fatica a scendere sotto i trenta e si è fermato a 26 per dare un messaggio di ripresa alla musica, dalle major ai molti indipendenti. Il mantra del Festival al tempo del Covid è “Attenzione non Esagerazione”. Sembra di sentire Checco Zalone.