Benedict Cumberbatch a Venezia 78
Benedict Cumberbatch a Venezia 78

di MANUELA SANTACATTERINA - Benedict Cumberbatch, in attesa di tornare a vestire i panni di Stephen Strange nell'atteso Doctor Strange 2: nel multiverso della pazzia, è tra i protagonisti di Venezia 78 con The Power of the dog. Il film, presentato in Concorso, diretto da Jane Campion e adattamento del romanzo di Thomas Savage in cui interpreta l'allevatore Phil Burbank, un uomo che incute paura e rispetto alle persone attorno a lui. Quando il fratello porta a vivere nel ranch di famiglia la nuova moglie – interpretata da Kirsten Dunst - e il figlio di lei, Phil li tormenta finché non si ritrova vulnerabile alla possibilità di innamorarsi. Un ruolo da cattivo del quale l'attore si è detto grato.

LA REDENZIONE «Credo che il mio personaggio sia il risultato di come è stato cresciuto. Lo capisco così come sono in grado di non giudicarlo e non condividere le sue azioni. Il fatto che non sia in cerca di redenzione fa parte di chi è. Si sente isolato nella sua situazione in cui si trova ma non ho mai pensato di affrontare i propri problemi».

IL CATTIVO «È un personaggio complesso. Non si può considerarlo solo il cattivo della storia. Lo vedo come una figura poetica complessa. Mi serviva tornare a fare la parte di un cattivo!».

JANE CAMPION «Quando incontri Jane non puoi fare a meno di pensare a tutte le opere iconiche che ha realizzato nel cinema. C'è un'alchimia straordinaria che inserisce nei suoi film e che colpisce tutti. E poi riesce a fare la ripresa migliore possibile in ogni situazione. È una donna fantastica. Penso sia liberatorio lavorare con lei. Sperimenti te stesso come artista quando hai a che fare con una persona che si fida di te. È un'esperienza immersiva che ti fa esprimere».