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24 giu 2021

Britney Spears contro il padre: "Liberatemi da lui, sono depressa e piango ogni giorno"

La popstar è sotto la sua tutela da 13 anni dopo il ricovero in un istituto di salute mentale. "Con i medici esercita un controllo totale, voglio vivere"

epa09297677 Hundreds of demonstrators rally during a #FREEBRITNEY protest in front of the court house where Britney Spears addresses the court in conservatorship hearing in Los Angeles, California, USA, 23 June 2021.  EPA/ETIENNE LAURENT
Le manifestazioni dei fan per "liberare" Britney Spears

 
Los Angeles - Britney Spears rompe il silenzio. E lo fa per oltre venti minuti in tribunale in cui chiede di essere liberata dalla tutela del padre. Un'udienza virtuale nella Stanley Mosk Courthouse di Los Angeles in cui la popstar americana, 39 anni, collegata via web, ha confermato i timori e le accuse alla sua famiglia che i fan denunciano da tempo con il movimento #freeBritney.  "Ho detto al mondo intero che sto bene e sono felice - ha detto la popstar - È una bugia. Pensavo che dicendolo abbastanza forse sarei diventata felice, ma non volevo ammetterlo. Ero sotto shock. Sono traumatizzata. Ora vi dico la verita, ok? Non sono felice. Non riesco a dormire. Sono arrabbiata da matti. E sono depressa. Piango ogni giorno".

La tutela del padre va avanti da oltre tredici anni dopo il suo crollo e il ricovero in un istituto di salute mentale. Una crisi personale nata dal successo precoce, dall'attenzione altissima, dal gossip incessante. Intanto la cantante si è ristabilita e la tutela paterna ora è vista dai suoi sostenitori come un mero sfruttamento. Ora Britney Spears starebbe cercando di mettere fine alla tutela del padre Jamie da tempo per quello che è diventato un controllo oppressivo che riguarda tutti gli aspetti della sua vita da quello economico a quello più personale.

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"Tutto ciò che mi succedeva doveva essere approvato da mio padre - dice Spears nelle dichiarazioni poubblicate da Variety - e lui amava il controllo di poter ferire sua figlia al 100.000 per cento. Lavoravo sette giorni su sette, niente giorni liberi, in California l'unica cosa simile è chiamata traffico sessuale.  Far lavorare qualcuno contro la propria volontà, togliergli ogni cosa - carte di credito, contanti, telefono, passaporto -, e metterlo in una casa controllato da altre persone. Vivevano tutti con me, le infermiere, la security 24 ore su 24. Mi guardavano mentre mi cambiavo ogni giorno, nuda, mattino pranzo e sera. Non avevo privacy".  Affidata a un terapeuta cui non poteva dire di no neanche sui medicinali.

"Non mi piaceva un passo di ballo di una coreografia ed ho detto di no. Il terapeuta mi ha accusato di non collaborare. "Mi ha tolto le medicine normali che prendevo da cinque anni. Ma il litio è molto, molto forte. Mi sentivo ubriaca, avevo paura", Ora vuole una famiglia: "Non posso sposarmi o avere un figlio. Ho una spirale, così non resto incinta. Volevo toglierla, per poter provare ad avere un altro figlio, ma questo 'team' non mi fa andare dal medico a toglierla perché non vogliono che abbia altri figli - denuncia ancora Britney -. Merito di avere una vita. Ho lavorato per tutta la vita. E sono stanca di sentirmi sola".

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