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13 apr 2022

Axos, due notti di fuoco ai Magazzini Generali tra tatuaggi, rap e psicanalisi

Sulla scia del nuovo album “Manie” l'artista approda questa sera e il 21 aprile nell'inusuale spettacolo senza rete con tanti amici e ospiti

13 apr 2022
andrea spinelli
Cultura
Il rapper Andrea Molteni, in arte Axos
Il rapper Andrea Molteni, in arte Axos
Il rapper Andrea Molteni, in arte Axos
Il rapper Andrea Molteni, in arte Axos

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Milano -  Per niente facile. Andrea Molteni, anzi Axos come si fa chiamare sui palchi, non ha remore nel mettere in piazza i suoi conflitti e sulla scia del nuovo album “Manie” approda questa sera e il 21 aprile ai Magazzini Generali per due notti senza rete in bilico tra rap e psicanalisi. Un “live trip” che pesca a piene mani nel repertorio dell’ultima creazione del rapper milanese, 32 anni, in cui figurano pure Cicco Sanchez, Emis Killa, Ensi, Inoki, Jake La Furia, Nerone e Tancredi. 
- Axos, perché parla di “live trip”?
“Perché non è uno show canonico. Voglio trasportare, infatti, le persone nella mia esperienza interiore dividendo lo spettacolo in due segmenti; il live normale e il ‘trip’, appunto, in cui ciascuno grazie ad un audio e a frequenze particolari è indotto a farsi il suo ‘viaggetto’”.
- Dice che il senso della sua musica è connesso a quello dei tatuaggi che porta sul corpo. Perché?
“Attraverso il tatuaggio comunico quello che sono, quindi ‘Manie’ doveva uscire dalla mia pelle. Il tatuaggio rappresentava la maniera più giusta di comunicare la destinazione del viaggio. Tutte le mie ‘manie’ trovano forma nel linguaggio delle mie canzoni ecco perché sulla copertina del disco mi sono scritto il titolo sulla lingua”.
- Un disegno cutaneo più particolare degli altri?
“Una candela che mi sono fatto tatuare otto anni fa, quando è nata mia figlia Lavinia, come segno di consapevolezza della luce che avevo acceso”.
- Una canzone come “Paura di me” lascerebbe intendere che il rapporto con sé stesso non è dei più facili. 
“Ho una certa paura di quello che provo e di quello. La scrittura, infatti, ti mette in una condizione d’introspezione costante. Questo, aggiunto al fatto che sono introspettivo già di mio, finisce col mettermi in conflitto me stesso, spingendomi ogni volta a rimettere in gioco tutto. Però mi piace che sia così.
- Rispetto al primo album “Mitridate” di sei anni fa, questa “lotta” come l’ha cambiata?
“Ho imparato ad accettarmi molto più di prima. Quindi diciamo che ora mi voglio più bene di un tempo”.
- Nel disco ci sono molti ospiti, qualcuno la raggiungerà ai Magazzini?
“Tranne Jake La Furia, che ha avuto un imprevisto, verranno tutti. Alcuni stasera e altri il 21”.
- Un progetto da realizzare non appena possibile?
“Vorrei creare una comunità ecologica alle porte di Milano, per consentire alla gente di scappare dalla città e imparare a vivere in armonia con la natura, con una scuola di musica all’interno. Ho già messo l’occhio su alcune cascine da ristrutturare della campagna brianzola”.

 

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