L’esordio di Tjeknavorian. Per una stagione magica

Domenica 15 settembre alle 20 Beethoven, Šostakovič e Čajkovskij sul palco del Piermarini protagonista il nuovo direttore musicale.

L’esordio di Tjeknavorian. Per una stagione magica

L’esordio di Tjeknavorian. Per una stagione magica

Decolla la stagione 2024/2025 dell’Orchestra Sinfonica di Milano con il debutto alla direzione musicale del maestro Emmanuel Tjeknavorian. Nel segno della reciproca stima con la Scala, visto che domenica 15 settembre (ore 20) l’Orchestra Sinfonica di Milano sarà ospite del Piermarini per inaugurare la sua Stagione. Un debutto attesissimo, quello di Tjeknavorian: "Sono entusiasta di rivolgermi a voi per la prima volta in qualità di direttore musicale. Questa stagione inaugurale segna non solo un traguardo personale, ma anche l’inizio di un emozionante viaggio per la comunità". Un calendario di 31 programmi sinfonici affiancati da 4 rassegne collaterali, grandi solisti, da Daniel Lozakovich a Daniel Müller-Schott, da Thomas Hampson a Sergei Babayan, e un repertorio ampio, da Pergolesi a Ravel, da Haydn a Prokofiev. Il Concerto Inaugurale della Stagione 2024/2025 è un impaginato caro a Tjeknavorian: se la ricorda bene, quella volta in cui ha messo piede su un podio per la prima volta, e la prima volta in cui lo ha fatto con un’orchestra professionista. E si ricorda cosa ha suonato: la Seconda di Beethoven e l’Ouverture Festiva di Šostakovič. Ora le mette insieme e apre il suo cuore sul palco del Piermarini per dare l’abbrivio a una delle Stagioni più importanti. E la condisce con la Quarta di Čajkovskij. Da una parte, la Sinfonia n. 2 di Beethoven, scritta tra 1800 e 1802 – il periodo in cui il compositore avverte le prime avvisaglie di sordità – e, sin da subito, i contemporanei percepirono nell’opera qualcosa di sorprendente. Anche se è ancora un lavoro giovanile ("il Finale è troppo bizzarro, selvaggio e rumoroso") esiste già la futura grandezza beethoveniana. L’Ouverture festiva di Šostakovič risale al 1947, trentennale della Rivoluzione d’ottobre. E la Quarta Sinfonia di Čajkovskij, datata tra 1877 e 1878, periodo in cui il suo dramma interiore si fa sempre più acuto. Scrisse alla sua amica Nadezda Filaretovna, la baronessa von Meck: "L’introduzione è il nocciolo dell’intera Sinfonia; l’idea principale è il fato, forza nefasta che si oppone al conseguimento della nostra felicità e che perfidamente fa sì che benessere e pace non siano mai perfetti". Tjeknavorian dà così un assaggio di quello che sarà la Stagione 2024/2025, una Stagione per tutti, che "garantisce in ogni sua parte che tutti coloro che saranno in sala, da settembre a giugno, saranno toccati emotivamente da ciò che ascolteranno".