Milano, 2 settembre 2018 - Avventure, mari, tesori e amori. E dunque marinai, pirati, giungla nera e isole misteriose. Viaggi di scoperte e passioni. Ne sono stati maestri Verne e Stevenson, Conrad e Salgari. E ultimo, solo in ordine di tempo, Hugo Pratt, con Corto Maltese e gli altri protagonisti di racconti che attraversano il mondo e la storia.

Un album, “Donne d’avventura”, curato da Michel Pierre per Rizzoli Lizard, riunisce i disegni delle eroine di tante avventure, a cominciare da Pandora Groosvenore, nel primo grande racconto per immagini, “La ballata del mare salato”. E poi Banshee O’Dannan delle battaglie irlandesi e la maga Esmeralda, con i segni delle carte tatuati sulla pelle scura, Bocca Dorata, Louise Brookszowyc e Hipazia Leone, Anna Livingston e tante altre ancora. Ritratti intensi, che giocano tra amori reali dell’autore e fantasie. Volti di persone che mai hanno troppo subìto le scelte altrui e hanno piuttosto segnato la storia. Cattive ragazze, padrone comunque del proprio destino. E donne dolcissime, anima d’inestinguibili nostalgie d’amore. L’avventura s’impasta con la malinconia. E resta per sempre nella memoria. Sono sottili, talvolta, i confini tra storia vera e letteratura. Come sa bene Arturo Pérez-Reverte che firma, per Longanesi, la prefazione delle “Avventure del capitano de Contreras”, di Alfonso de Contreras, il soldato di ventura che aveva ispirato il suo “Capitan Alatriste”. Militare spagnolo, nel Seicento del potere mondiale di Madrid, Contreras combatté nelle Fiandre e nelle Antille, fu corsaro nel Mediterraneo e governatore dell’isola di Pantelleria. E verso la fine della vita, su consiglio d’un famoso drammaturgo che gli era amico, Lope de Vega, mise su carta le sue memorie. Battaglie, navigazioni, scontri e dialoghi, gesta feroci e atti di rispetto per il nemico turco. Tutto raccontato con un linguaggio essenziale, molti fatti, poca retorica. Non era un letterato raffinato, Contreras. Ma s’è comunque rivelato uno straordinario scrittore.

Dai Caraibi alla Malesia, è di nuovo tempo di Emilio Salgari, archiviando l’idea che i suoi libri fossero letteratura minore per ragazzi. Maurizio Sartor e Claudio Gallo hanno curato per Bompiani una raccolta di dieci racconti dimenticati, “Lo stagno dei caimani”. E Ann Lawson Lucas ha appena pubblicato, con l’editore Olschki, il secondo volume d’una impegnativa opera critica sullo scrittore, “Emilio Salgari - Il fascismo, 1916-1943. Lo sfruttamento personale e politico”. Si affrontano i temi d’una creatività fervida (Salgari non aveva mai viaggiato se non sulle carte degli atlanti geografici), della vita stentata e della cupidigia degli editori, dei tanti “falsi” mandati in libreria dai figli e dagli amici, del tentativo del regime fascista di farne un precursore dei suoi ideali. Salgari - spiega la Lawson Lucas - era un vero letterato e un convinto antirazzista. E oggi vale davvero la pena rileggerlo.