Milano, 9 settembre 2018 - Tenere. E determinate. Capaci, nonostante momenti d’intenso dolore, di tracciare le sorti della propria vita, di tessere trame di controverso destino. Donne creatrici di vita. Come Adele, la protagonista di “Via delle Case Dipinte” di Beatrice Monroy, Glifo Edizioni e la sua curiosa nipote Lelluccia. C’è una Città, splendente di storia e bellezza e avvilita da una violenza diffusa (“erano cannibali...”). Una farmacia dove si studia scienza. Un Palazzaccio, in un paese sperduto tra le montagne aspre. E una donna, Adele appunto, cui il padre lascia il compito di scrivere un libro dal potere magico di compiere il Grande Sogno della liberazione della città.

Tra metafore e memorie, suggestioni letterarie e teatrali e tracce dense d’impegno civile, si snoda il racconto della vita di Adele, con l’amore per Alonso arrivato dal mare su una nave misteriosa e dal mare rapito, dei sette fratelli violenti e morti per mano assassina e che, inquieti fantasmi, turbano le sue notti e distolgono la ricerca di chiarezza e verità. E dei tantissimi libri, che sussurrano nel buio della biblioteca rivelando, ognuno, la sua anima più segreta. Fantasia. E amore di conoscenza: «Gli uomini di scienza sono necessari ma producono un certo fastidio, bisogna averli ma tenerli lontani...». Senza luminosi successi, però. E con molto dolore. Ci vuole forza, per andare avanti. Di ricordi non fa in tempo ad accumularne troppi Gerda Taro, fotografa. Perché muore a 27 anni appena sul campo di battaglia, nella Spagna repubblicana che combatte contro il franchismo. Ma quella vita breve era stata quanto mai intensa di scelte e d’azioni, carica d’amore, speranze, felicità strappate al dramma dei giorni di guerra. La ricostruisce, con grande maestria, Helena Janeczek in “La ragazza con la Leica”, Guanda, vincendo il Premio Strega. E tracciando un ritratto personale, politico e culturale d’una donna che sa appassionarsi alle battaglie di libertà, vivere forti sentimenti d’amicizia e d’amore (con Robert Capa, per esempio, un fotografo tra i maggiori di tutto il Novecento) e sorridere agli amici con complicità e ironia. Memorie e storia, in un racconto esemplare.

Esemplari anche le pagine di “Salvare le ossa” di Jesmyn Ward, NNEditore. Mississippi, nel paese di Bois Sauvage, popolazione di colore, campagna povera, case precarie, rottami e boschi. Ci si prepara all’arrivo d’un uragano. Ed emergono caratteri aspri e dolenti, malinconici e ribelli, fra i tre fratelli Randall, Skeetah e Junior e lei Esch, appena una ragazzina, appassionata al mito di Medea e Giasone (bizzarre, le vie dei libri...) e innamorata di Manny, di cui si scopre incinta. Si vive come se non si annunciasse tempesta, prendendosi cura d’una cucciolata di cani. E si rinforza la casa. E proprio mentre arriva l’uragano, la famiglia inquieta sperimenta inattese solidarietà. Si diventa adulti, nel cuore del pericolo.