Milano, 3 giugno 2018 - Il lavoro, i diritti, la crisi, l’industria, le responsabilità dello sviluppo. In tempi di idee vaghe e confuse, vale la pena insistere su conoscenze e competenze e affidarsi a buoni libri, per capire un po’ meglio. Libri come “Salviamo il capitalismo da se stesso” di Colin Crouch, Il Mulino. Crouch, professore alla London School of Economics, documenta “come contrastare il potere delle grandi corporations e dei super ricchi”. Dopo “il duro capitalismo industriale” tra Ottocento e inizio del Novecento e “il capitalismo riformato del secondo dopoguerra”, siamo in tempi di “capitalismo neo-liberista” che ha esasperato le conseguenze della globalizzazione e dell’innovazione hi tech: rapacità finanziaria, carenza di regole, diseguaglianze crescenti. E crisi: “Un neoliberismo incapace di far fronte alle esternalità che oggi minacciano la stessa vita umana e in particolare a quelle legate ai cambiamenti climatici”, un sistema che “ignorando le questioni sociali e ambientali, distruggerà le proprie risorse”. A questi poteri egoisti e irresponsabili, argomenta Crouch, si contrappongono “movimenti populisti che, ripiegati ostinatamente e illusoriamente entro confini nazionali, non riusciranno mai a imporre una qualche regolazione a livello sovranazionale”.

Dunque, cosa fare? “Solo organismi con competenze internazionali come la Ue o l’Ocse, purché investiti d’un forte mandato democratico, potranno portare tutti i protagonisti ad abbandonare le proprie spinte autolesioniste”. Di migliori equilibri economici e sociali parla “Contro la povertà” di Emanuele Ranci Ortigosa, Brioschi Editore, con una prefazione di Tito Boeri. Ranci Ortigosa analizza le condizioni dei 17,5 milioni di persone che, secondo stime europee, sono a rischio povertà (nessun paese della Ue ne ha così tante) e prende atto dell’inadeguatezza delle attuali politiche di assistenza. Sa che il sostegno ai redditi più bassi è nei programmi di molte forze politiche ma anche che servono politiche tali da legare la risposta ai redditi bassi a iniziative di nuovo lavoro e sviluppo economico generale, gestione dell’immigrazione e formazione, per affrontare i radicali cambiamenti dei mercati e delle imprese. Temi generali. Ancora più gravi nel Sud. Come scrive Pietro Busetta, economista di lunga esperienza, in “Il coccodrillo si è affogato”, Rubbettino: “Mezzogiorno, cronache di un fallimento annunciato e d’una possibile rinascita”. Anche in questo caso il lavoro è al centro. Come creare occupazione? Busetta va oltre il luogo comune “agricoltura e turismo” e parla anche di industria, con investimenti da attrarre dal resto del paese e dall’Europa e di servizi pubblici di qualità, condizioni di sicurezza (superando i vincoli di mafia e corruzione), infrastrutture tradizionali e hi tech, formazione. L’obiettivo: un’area dinamica “con una chiara visione euro-mediterranea di sviluppo e d’integrazione economica e sociale”.