Milano, 30 novembre 2018 -

DOMANDA:

Sono mesi difficili per le famiglie che devono iscrivere il proprio figlio alle superiori. Certo, gli Open day danno un orientamento, ma restano tanti i dubbi, così come resta il rischio di decidere solo in base alle impressioni. Quali sono i criteri per non sbagliare? Gianna, Pavia

RISPOSTA:

Scegliere la scuola superiore è un processo articolato e complesso. In primo luogo è bene che la decisione e la ratio che lo governano siano condivise, lo studente deve esprimere il proprio orientamento supportato da entrambi i genitori. È da trovare il giusto equilibrio fra le preferenze del ragazzo spesso condizionate dall’emotività e le più razionali indicazioni degli adulti. È opportuno che questi ultimi siano trasparenti nel distinguere le speranze dalla realtà. E i ragazzi devono spersonalizzare le materie, ovvero devono capire che la bellezza della matematica e l’utilità della storia non coincidono con la generosità dei voti di chi la insegna. Vanno conciliati diversi elementi: le tradizioni famigliari, i consigli dei docenti delle medie, la reputazione dell’istituto e non ultime, le prospettive universitarie e di impiego. È evidente che queste considerazioni non siano alla portata di un tredicenne, il ruolo dei fratellimaggioriedellafamigliasono cruciali. A mio avviso non è banale persino la vicinanza da casa e la lunghezza del tragitto, che va ripetuto avanti e indietro ognigiornopernovelunghi mesiepercinque anni. Considero le scelte degli altri compagni di classe di scarsa rilevanza, perchéal dilà delbeneficio dei primigiorni, poi le cose cambiano, nuove amicizie sonoinevitabili echi era inseparabilescopre di non esserlo più. Di maggiore importanza sono convinto sia la voglia di studiare nel lungo periodo. Questa è la domanda che ogni adolescente deve porsi, cercando di rispondere con sincerità e il più possibile avulso dacondizionamenticome lasimpatiaverso i singoli professori e le singole materie. Si tratta del non facile ragionamento suquantoconcedere dellapropriavitaallo studio, su quanto investire da giovani per incassare da maturi, partendo dal fatto, innegabile, che oggi più che mai la formazione e la cultura sono le armi più potenti del mondo.