MIlano, 19 ottobre 2018 -

DOMANDA:

Ho visto il calendario delle vacanze della scuola di mio figlio e sono rimasta stupita: mi chiedo come sia possibile che ci siano tanti giorni di festa in fila che formano così lunghi ponti. Secondo me si mettono in crisi i genitori che lavorano. Teresa, Como

RISPOSTA:

Mi preme sgomberare il campo da alcuni luoghi comuni. Il calendario scolastico italiano garantisce ogni anno duecento giorni di frequenza, non uno di più non uno di meno, in conformità con la media europea. Il numero di giorni di frequenza in Europa è compreso fra i 156 giorni dell’Albania e i 200 giorni della Danimarca e, appunto, dell’Italia. La media dei giorni di scuola annui fra i Paesi europei è 180. Primo e ultimo giorno sono suggeriti dalla regione di appartenenza: per la Lombardia l’inizio da anni è il 12 settembre e le festività civili e religiose sono sempre le stesse. Ragionando sul calendario e partendo da questi limiti, l’autonomia scolastica non è molta e i giorni aggiunti per le vacanze sono pochi, al di là della lunga pausa natalizia. Oltre a queste considerazioni, ritengo che lei abbia fatto bene a controllare i giorni di festa. È opportuno per ragazzi e famiglie controllare con cura il calendario scolastico già da settembre. L’obiettivo è aiutare lo studente a organizzarsi, individuando i periodi senza vacanza come nel caso di gennaio e febbraio 2019 neiqualiènecessario stringere i denti e arrivare preparati anche psicologicamente. Quest’anno scolastico è caratterizzato da anomale quanto gradite pause come la seconda metà di aprile, quando Pasqua e il 25, anniversario della liberazione d’Italia, si saldano per dare vita a un lungo ponte in stile mitteleuropeo. È evidente che sapere i ponti conanticipo consenta ai genitori di organizzarsi, cercando di conciliare il desiderio di stare in famiglia con gli obblighi del lavoro. A mio avviso, la scuola deve formare gli uomini di domani e imparare a gestire l’agenda anche a lungo termine è un grande valore.