Milano, 1 febbraio 2019

DOMANDA

Alcuni docenti leggono i giornali in classe con gli studenti. Mi chiedo se sia utile o se sia una sottrazione di tempo allo studio delle materie tradizionali. Vero che una lettura guidata può integrare alcune informazioni su un argomento, ma se non si hanno le basi...
Diego, Milano

RISPOSTA

Sui quotidiani c’è quel che oggi non sta sui libri, ma domani potrebbe andarci. Questa distanza storica si può colmare proprio con la lettura in classe dei giornali. Leggerli guidati dai professori, fornisce ai giovani studenti l’aggiornamento sui fatti, li abitua alla interpretazione della realtà, li porta a conoscenza di scenari che in famiglia o da soli potrebbero non avere colto. 

È a mio avviso una buona abitudine che consente di lavorare su competenze utili a diventare adulti nel mondo multipolare, complesso e in rapida evoluzione nel quale viviamo. È una forma di apprendimento complementare alle conoscenze basilari e tecniche, essenziali come la scrittura, il calcolo, l’inglese, fino ai più moderni linguaggi informatici. L’istruzione ha l’obiettivo di insegnare a stabilire priorità, tematizzare problematiche e individuare criticità nel contesto sociale, storico, geopolitico e culturale nel quale cresce lo studente. 

La lettura delle news in classe è bene integrabile con lo studio della storia, della geografia, della letteratura, della religione e delle scienze, il cui insegnamento non può essere limitato alla nozione ma va rapportato con l’attualità. Qualche esempio: gli attuali conflitti in Medio Oriente hanno radici millennarie. Populismo, statalismo, qualunquismo, non sono concetti nuovi ma sono ricorrenti negli ultimi secoli. 

Le nuove tecnologie impattano oggi sulla vita degli individui e delle nazioni come la rivoluzione industriale fece all’inizio del Novecento. In sintesi, considero importante che gli adolescenti sappiano e capiscano cosa accade intorno a loro. È un processo che può aiutarli a crescere, a ragionare, può sviluppare la loro curiosità, la loro voglia e capacità di approfondire: oggi le fonti sono innumerevoli e richiedono acuta capacità di selezione, gestione e analisi. Tutte opportunità che la scuola moderna non deve trascurare.

*Docente e dirigente scuole Faes Milano