Tony Bennett e Diana Krall
Tony Bennett e Diana Krall

Milano, 6 settembre 2018 - Songbook. Se penso al meraviglioso canzoniere di George e Ira Gershwin, i solchi della memoria suonano con la sublime interpretazione jazz di Ella Fitzgerald, ma se devo capirne l'anima rivedo un film, “Manhattan” di Woody Allen. Perché George Gershwin così scattava il suo selfie definitivo. “Nessuno si aspettava che componessi musica. Semplicemente, l'ho fatto. Ciò che ho fatto era già in me: la combinazione di New York, dove sono nato, con il suo ritmo crescente, inebriante, e il supporto di secoli di sensazioni e stimoli ereditari”. Il film, appunto, Tim Pan Alley e Broadway.

L'incontro fra questi due mondi è magicamente reale in “Love Is Here To Stay”, il tributo di Tony Bennett e Diana Krall su Verve Columbia Records. Due storiche label del jazz. Bennett, 92 anni, conosce Diana da vent'anni, ha girato con lei in tour nel 2000 e registrato duetti nei suoi album ma questa rilettura per sottrazione, metropolitana, da club, registrata con il trio de pianista Bill Charlap, va oltre e uscirà nel 120simo anniversario della nascita di George Gershwin, il prossimo 26 settembre. Intimo, calato nel testo e nella musica, questo duetto lungo dieci immortali canzoni, due sono in solo, è la chiave moderna per interpretare quel mondo sentimentale. Tony scivola dagli standard alla canzone, Diana, qui cantante con un trio post petersoniano alle spalle, spolvera questi capolavori con al sua voce sabbiosa e scura, alla Julie London, complice e matura. Le dinamiche di due voci e l'interplay con il Charlap Trio sono la quintessenza del jazz e dello stile di quegli anni, scapigliati dalle avanguardie, nutriti da un irrefrenabile voglia di vivere. Perché quei testi parlano di amore e vita, giocano con un linguaggio elegante.

E insospettabili  consonanze con Porter affiorano in “Do It Again”. Ascoltate “My One and Only” e “I've Got A Crush on You”, non le avevano mai registrate prima.”But Not For Me”, “Love Is Here to Stay”a “S'Wonderful”, “Somebody Loves Me”, l'irresistibile locomotiva di “I've Got Rhythm”, la deliziosa “Nice Work if You Can Get It”, “They Can't Take That Away from Me” rivoltata come un calzino di seta e “Fascinating Rhythm”. La prima registrazione discografica di Bennett, sotto il nome di Joe Bari. Tony si conferma il più grande cantante jazz della sua generazione (Sinatra, che è altro, dixit). Diana non ha grande elasticità vocale e colori, il confronto con Ella è impietoso, ma sa entrare sotto la pelle delle canzoni con una sensibilità da rocker. Bill Charlap al pianoforte, Peter Washington al contrabbasso e Kenny Washington alla batteria, contribuiscono a questo bellissimo album che è il racconto di un'epoca. Da comprare e ascoltare, conservare nel cuore.