Milano, 6 settemrbe 2018 - Lo stato  dell'America secondo Madeleine Peyroux in “Anthem” (Decca), un magnifico album della maturità, ai confini della poesia e del jazz. Con la libertà della strada e la complicità calda di un club. Dove si va per farsi ascoltare e capire, soprattutto quando si hanno cose importanti da dire. Magnifica band intorno alla cantautrice con Patrick Warren, Brian MacLeod e David Baerwald, che hanno suonato con tutti i più grandi. Canzoni nude che dalle rock ballad partono e a volte ritornano, prodotte da Larry Klein, scritte durante le elezioni del 2016. Testi “consapevolmente non troppo moralisti”, personali e politici, un album nato “dal gruppo, insieme in una stanza, meditando sugli eventi del mondo e lasciando che le esperienze personali facessero nascere idee”.

La figura del poeta, scomparso, John Ashbery e altri personalissimi eroi, visioni e poesia concreta, vita cruda, ricordando Leonard Cohen, come suggerisce “Anthem”, una delle due cover con la poesia di Paul Eluard “Liberté”, adattata da Madeleine e Larry. Scoperta quando un amico di famiglia ha chiesto a Madeleine di contribuire con una canzone al documentario “On the Tips of One's Toes” (Sur La Pointe des Pieds), raccontando la storia del figlio gravemente malato (distrofia muscolare di Duchenne). “Liberté” è stata scelta mentre guardavano il ragazzo malato alle prese con il suo difficile quotidiano. Molto bello e la riconoscere subito in “On My Own” e “Sunday Afternoon”, all'interno di una sofisticata declinazione di stile.