Sondrio, 14 giugno 2018 - Preferenze segnate erroneamente al termine delle operazioni di spoglio, altre trascritte male sul sito internet dell’Anagrafe e ora corrette avendo ricevuto i dati definitivi dal tribunale, e, in un caso, nove voti che sembrano svaniti nel nulla e che potrebbero portare una candidata consigliere a presentare ricorso al Tar per far riaprire le buste. Le elezioni comunali a Sondrio portano con sé strascichi e qualche polemica, in particolare per le condizioni in cui si sono trovati a dover lavorare gli scrutatori. Ieri in città non si parlava di altro, ma per la maggior parte i problemi relativi alla mancanza di preferenza lamentata da diversi candidati, trasversalmente in tutte le le liste o quasi, sono stati risolti.

Si è trattato, infatti, in quasi tutti i casi di errori di trascrizione dei numeri nel sito internet dell’Anagrafe che, già lunedì poco dopo le 13, aveva online risultati ufficiosi relativi alle preferenze ottenute da ognuno dei 460 candidati. Ieri, dopo che dal tribunale sondriese i verbali dei seggi sono stati tasferiti in Comune, i numeri sono stati aggiornati e in diversi casi corretti, ma sul portale sono, comunque, ancora ufficiosi. C’è stata, poi, una sezione in cui i problemi sono stati maggiori. Si tratta della numero 20, all’interno della scuola elementare di via Vanoni. Lì l’errore si è presentato ancor prima della trascrizione sul sito: nel riepilogare le preferenze ottenute da ciascun consigliere, utilizzando un sistema di etichette fornito dal Comune per facilitare l’operazione, qualcosa è andato storto e i voti, quindi, non corrispondevano. Uno sbaglio a cui ieri mattina si è riusciti a porre rimedio, riassegnando correttamente tutte le preferenze. Tutte, ad eccezione di un unico caso, quello della candidata di «Sondrio Democratica» Donatella Di Zinno, che si è vista sparire 9 voti, tutti in quella sezione.

«Siamo certi sia così perché ho trascritto ogni preferenza ottenuta dalla mia lista durante lo spoglio, a lei ne mancano 9 – spiega Giocondo Cerri, anche lui in lista per Sondrio democratica, per la quale ha trascorso la nottata proprio al seggio 20 come rappresentante di lista -. Non si può certo fare una colpa a presidente o segretario del seggio, tutti gli errori che sono stati fatti in quella lunga notte sono facilmente spiegabili dalle condizioni disumane in cui sono stati costretti a lavorare nei seggi». E ora Donatella Di Zinno dovrà decidere se presentare o meno ricorso al Tar per ottenere un riconteggio.