Chiuro, 17 aprile 2018 - «Sono entrato in azienda nel 1971 e con ruoli di direzione dal 1986 e chiunque, negli anni, è stato a capo del Giv (Gruppo italiano vini) mi ha dato sempre fiducia, lasciandomi grande libertà d’azione, per migliorare e produrre un vino sempre di maggiore qualità e premiato ai consessi più alti. Ora è giunto il tempo di farsi da parte...».

La tappa di Lecco, delle 7 in Lombardia per presentare al di fuori della Valle il “progetto Sciur” nell’ambito della partnership tra la guida “Osterie d’Italia” di Slow Food Editore e la “Nino Negri”, la storica cantina di Chiuro appartenente a Giv, è stata anche l’occasione per “costringere” il direttore Casimiro Maule, 69 anni, a tracciare un breve bilancio della sua lunga direzione alla Cantina valtellinese, in quanto da pochi giorni c’è stato il passaggio di testimone a Danilo Drocco, classe 1965, manager ed enologo di grande esperienza dell’universo Nebbiolo. «Porterò la mia esperienza di 30 anni di lavoro con il Nebbiolo in Valtellina, territorio che ha dato i Natali a questo grande vitigno cercando di interpretarlo nella sua versione più alta», afferma Danilo Drocco. Maule, su invito del presidente del Gruppo, Corrado Casoli, ha accettato di restare nel CdA di Giv. Come è cambiata, negli anni, in provincia di Sondrio la viticoltura? «C'è stato il Rinascimento enologico della Valtellina - la risposta dell’ex direttore che non ha mai tradito l’origine contadina e presto potrebbe tornare a coltivare un vigneto alla Fracia -. Senza qualità il territorio sarebbe morto. Nelle piccole case vinicole che nascono in questi anni vedo qualità, passione e ricerca. Siamo usciti dal tunnel, ora dobbiamo migliorare. È vietato, però, montarsi la testa». All’”Antica Osteria Casa di Lucia” di Carlo Piras, la presentazione del progetto Sciur è stata curata da Giacomo Mojoli, esperto in Design Thinking, applicato al mondo del cibo e del vino. Sono intervenuti pure Giandanilo Invernizzi, fiduciario di Lecco di Slowfood ed Eugenio Signoroni, responsabile nazionale di “Osterie d’Italia”.

«Si è pensato a salvare il patrimonio dei terrazzamenti, i muretti a secco che sostengono le vigne - spiega Mojoli - e ci siamo rivolti alla scuola muratori del Polo di formazione professionale di Sondrio. Uno studente un giorno ha detto: ‘Per la prima volta ci hanno insegnato a risollevare un muro. Senza poi abbatterlo subito dopo, come avveniva invece prima nelle esercitazioni scolastiche’. Perché ora gli studenti contribuiscono alla conservazione e ristrutturazione dei muretti». Il vino Sciur, creato da Maule, è un acronimo (Sostenibile, concreto, innovativo, unico). «Aiutiamo la scuola che prepara i giovani muratori - ricorda Maule -. Per ogni bottiglia venduta di questo vino, un euro è destinato alla scuola. Nel 2015 abbiamo versato 15mila euro. E il progetto, per dare un futuro lavorativo a tanti giovani, va avanti».