Sondrio, 29 maggio 2018 -  La Lombardia vede la ripresa, ma in provincia di Sondrio i dati sono ancora contrassegnati dal segno meno. È quanto emerso dalla relazione del presidente di Confartigianato Sondrio, Gionni Gritti, in occasione della 73esima assemblea generale dei soci, chiamati a votare il bilancio consuntivo del 2017 e quello preventivo per il 2018. «Dall’ultimo rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato Lombardia emerge un quadro di leggera ripresa a livello regionale – ha spiegato -. Questa tendenza non è confermata, per il momento, nella nostra provincia, dove al contrario i dati sono ancora contrassegnati dal valore negativo. A cominciare dal dato principale e cioè quello legato al numero delle imprese che nel 2017 è diminuito di nuovo con un saldo negativo di circa 50 imprese determinato da ben 250 cessazioni a fronte di sole 200 nuove iscrizioni. Possiamo però rappresentare che questo calo è inferiore al passato e potrebbe essere il preludio di un 2018 con una sostanziale parità fra imprese che cessano e che nascono». Le imprese artigiane attive oggi in provincia sono circa 4400 e sono costituite per il 70% da imprese individuali e per il 30% da società.

Nel 2017 le imprese artigiane hanno conservato intatto il proprio peso relativo rispetto al totale delle imprese registrate in Camera di Commercio e rappresentano circa il 30% del totale delle imprese presenti nel territorio. «Un dato importante che sicuramente merita di essere sottolineato e che emerge anche dal bilancio, è che nel corso del 2017 i dati sul tesseramento evidenziano un calo molto contenuto – ha proseguito Gritti -. Se confrontiamo i dati emerge che la diminuzione è stata la più bassa degli ultimi 5 anni». Il presidente di Confartigianato Sondrio ha poi voluto porre l’accento su alcune iniziative portate avanti dall’associazione di categoria. Innanzitutto, la battaglia sugli appalti a km zero, «che sapevamo, fin dall’inizio, non facile ed eravamo coscienti del fatto che non fosse possibile raggiungere risultati immediati. Qualche risultato lo abbiamo raggiunto grazie alla sensibilità di alcune Amministrazioni ma manca ancora quel salto di qualità; questo lo avremo solo quando saremo riusciti ad ottenere dalle stazioni appaltanti o meglio ancora, dalla Stazione unica appaltante un riconoscimento formale e ufficiale». Ma anche l’azione di contrasto verso l’abusivismo. «Una battaglia difficile – ha spiegato Gionni Gritti – e il contrasto verso l’abusivismo non è assolutamente una fantasia, basti pensare che il rapporto del nostro Ufficio studi ha stimato che le aziende artigiane esposte a tale forma di concorrenza sleale sono circa il 67%».