Angelo Cerasa presidente Terranostra Sondrio
Angelo Cerasa presidente Terranostra Sondrio

Sondrio, 18 gennaio 2021 - Gli agriturismi sono in sofferenza, ma stringono i denti per sopravvivere e ripresentarsi poi alla riapertura pronti ad accogliere turisti e ospiti. Tra le categorie più penalizzate dalle chiusure imposte dal Governo per cercare di mettere un freno all’aumento di positivi al Covid 19 c’è sicuramente quella degli agriturismi che, in pratica, in questo inverno non hanno mai potuto aprire malgrado avessero, come del resto bar e ristoranti, effettuato tutti i lavori per mettersi in regola e garantire la sicurezza all’interno dei locali. Il territorio della provincia di Sondrio può contare su 121 agriturismi, una cifra molto alta se si considera l’esiguo numero di abitanti della zona rispetto a quella di altri territori. E gli ultimi provvedimenti, quelli contenuti nell’ultimo Dpcm, non fanno altro che peggiorare una situazione che, per alcuni, appare assai critica.

«Purtroppo la situazione economica è veramente pesante – dice Angelo Cerasa, presidente dell’associazione Terranostra che riunisce gli agriturismi provinciali iscritti a Coldiretti -, queste chiusure non ci permettono di avere ospiti, di vendere i nostri prodotti. Ma dobbiamo essere onesti e dire che anche la situazione sanitaria è molto pesante e critica e che certe chiusure, quindi, vanno capite. A mio modo di vedere anche quest’ultima stretta è necessaria e doverosa perché, in primis, va risolta la crisi sanitaria. Devo dire che un po’ tutti i nostri associati hanno capito la situazione e, pur rimarcando le difficoltà del momento, attendono tempi migliori. Certo, c’è da tirare la cinghia, come si suol dire, ma 5 o 6 mesi di inattività sono sopportabili. Certamente con qualche sacrificio. Credo che i problemi si siano acuiti soprattutto in quelle realtà che anche prima della pandemia non andavano a gonfie vele". Un grosso problema per ogni agriturismo è lo stoccaggio dei prodotti quali vino, formaggi, carni, etc.

«Si, perché con l’asporto non si riesce a “smaltire” granché dei nostri prodotti e lo è ancor più per le aziende agrituristiche di maggior dimensione che devono stoccare parecchi prodotti". Alcuni ristoratori, anche in Valtellina, tengono aperto anche in zona rossa per protesta. "Noi siamo tutti chiusi, le indicazioni agli associati sono quelle di non aprire e di seguire le disposizioni, per evitare nuovi contagi e di incorrere in sanzioni".