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24 lug 2022
emmanuela tubelli
Cronaca
24 lug 2022

Vigneti in grave sofferenza Coltivatori guardano al cielo

La speranza si aggrappa alle perturbazioni della prossima settimana. La Fondazione Fojanini: precipitazioni dimezzate negli ultimi sei mesi

24 lug 2022
emmanuela tubelli
Cronaca
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella
Una delle zone Docg che sta soffrendo di più è quella della Sassella

di Emmanuela Tubelli

I pochissimi millimetri di pioggia caduti nella notte tra venerdì e sabato non cambiano di fatto la situazione dei vigneti valtellinesi, che restano, assieme ad altre coltivazioni, sorvegliati speciali di quest’estate rovente. L’attenzione è tutta su quelli che la Fondazione Fojanini di Studi Superiori definisce "segnali di stress idrico preoccupanti, anche se non ancora irreversibili", aggravati dal vento caldo soffiato in queste ore che ha favorito ulteriormente l’evaporazione.

Un caldo che anche in Valtellina non dà tregua: è ormai dal 10 giugno che si registrano temperature sopra i 30 °C con picchi di 36-37 °C, sino a toccare il 38.2 °C il 15 luglio. Come noto a questo clima particolarmente bollente è associato un perdurante fenomeno di siccità che, come altrove in Italia, ha fatto già scattare alcune restrizioni in diversi Comuni. Basti pensare che, se si escludono le inconsistenti precipitazioni delle ultime ore - che non hanno di fatto cambiato lo stato delle cose - a Sondrio, stando ancora all’ultimo bollettino della Fojanini, da inizio anno sono caduti solo 250 mm di pioggia, vale a dire circa la metà della pioggia che mediamente si misura nei primi 6 mesi dell’anno. Valori leggermente superiori si sono registrati solo in Bassa Valle, ma comunque i dati sono sempre lontani dalle statistiche. La sofferenza delle colture, che si è andata accentuandosi negli ultimi 4-5 giorni, sta colpendo non solo la vegetazione naturale sulle rocce, come robinie, betulle e castagni, ma ormai anche le viti, su cui è evidente l’ingiallimento. Questo " soprattutto nei terrazzi più esposti e ventosi, e tendenzialmente nelle fasce basse (esempio in zona Sassella), dove è sempre più frequente osservare viti ingiallite, caduta di foglie nella porzione basale, e grappoli che tendono ad avvizzire o comunque a ridursi di dimensioni. Il fenomeno è inoltre più evidente negli impianti che risultano più magri a livello di dotazione dei terreni, dove le piante sono già probabilmente meno dotate di risorse" si legge sempre dal bollettino.

Le speranze dei vignaioli sono ora tutte rivolte alle precipitazioni previste dall’inizio della prossima settimana, che ci si augura essere di maggiore entità. Le sorti dei raccolti infatti, non ancora definitivamente compromesse, sono affidate al clima delle settimane a venire che potrebbero ancora essere risolutive.

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