Scuola
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Lanzada (Sondrio), 13 gennaio 2020 - Tra elementari e medie, in Valmalenco si contano 350 alunni. «Col tempo sono calati drasticamente. Una quarantina in meno rispetto ad alcuni anni fa, quando abbiamo lanciato il concorso di idee per la demolizione e ricostruzione della scuola di Lanzada. Allora la scuola elementare doveva accorparsi con quella di Chiesa, a Lanzada invece si sarebbero trasferite le medie», spiega il sindaco dell'abitato, Cristian Nana. A causa del ridotto numero di bambini, «in base alle previsioni dell'Ufficio scolastico territoriale, con il quale di recente abbiamo avuto un incontro, nei prossimi anni l'unico comune che potrebbe fare a meno delle pluriclassi è Chiesa, gli altri non raggiungerebbero i 10 alunni per classe. Già ora siamo costretti a ricorrere a questo strumento: non un bene per la didattica. Peraltro dall'incontro con il dirigente Ust, Fabio Molinari, è emerso che o agiamo o comunque alcuni plessi chiuderanno», aggiunge Nana. «Dobbiamo anticipare i tempi», prosegue.  Come iniziativa a breve termine, in vista del prossimo anno scolastico, «uniremo le prime elementari di Chiesa, che a settembre avrà 26 primini, e Lanzada, che ne avrà solo 9, previo incontro con i genitori e la dirigente per valutare la logistica e capire come agire al meglio. Poi, tra due anni, saremo pronti a creare un polo unico che accorpi tutte le scuole del comprensorio».

Al momento Lanzada e Caspoggio ospitano materna ed elementari, Torre Santa Maria ha materna, elementare e nido, Chiesa due materne, una scuola elementare e l'unica scuola media della Valmalenco. Dopo la valutazione attenta dello stato dei vari edifici, i sindaci decideranno «se adibirne uno al plesso unico o se creare un edificio ex novo, magari in una zona strategica», aggiunge Nana. Se si propendesse per questa seconda ipotesi, che fine farebbero i plessi abbandonati? «Potremmo trasformarli, ad esempio, in una casa- albergo per pensionati - aggiunge Nana- A volte è meglio edificare ex novo piuttosto che ristrutturare strutture vecchie che, comunque, non sono al passo coi tempi. Sappiamo tutti che la didattica e le esigenze dei bambini/ragazzi sono cambiate. L'importante è agire sulle basi di attente valutazioni, per non sprecare soldi pubblici». Quel che di sicuro serve alla Valmalenco è una scuola con classi da 12/13 alunni, che garantisca spazi adeguati, consenta il rientro pomeridiano per ora impossibile e preveda una mensa (ad oggi ce l'hanno solo gli asili).

Per Chiesa, l'ipotesi migliore è «sfruttare l'esistente, senza nuove edificazioni. Non dovesse bastare si faranno dovute valutazioni», spiega la sindaca, Renata Petrella. A Vassalini impossibile edificare una scuola: «c'è il vincolo idrogeologico e poi è una zona ricreativa. Prerequisito, e su questo ci siamo, è che tutti i sindaci siano convinti della necessità di fare qualcosa, di unificare: vedremo in seguito il come, dove e quando. Anche perché, se non giochiamo d'anticipo, queste decisioni ci verranno calate dall'alto, perché così non si può continuare, nemmeno a Chiesa», aggiunge. Pur non nell'immediato, «saremo investiti anche noi dal calo demografico», conclude Petrella. Attraverso gli uffici o un concorso di idee si ragionerà su come unificare e anche sull'impiego dei plessi che resteranno vuoi; le ipotesi sono tante, ma, al momento, tutte premature.