Il rifugista Giorgio Del Zoppo
Il rifugista Giorgio Del Zoppo

Chiesa in Valmalenco, 29 dicembre 2018  - I Ris di Parma  hanno lasciato il rifugio alpino “Barchi” con alcuni oggetti che verranno analizzati e l’indagine prosegue ad opera dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sondrio. «Si sono portati via un computer, quello che uso per ascoltare la musica - spiega il gestore Giorgio Del Zoppo, 49 anni, che non è indagato - due smartphone, alcune chiavette usb. Mi hanno chiesto se avessi un altro cellulare, oltre a quello di cui sapevano, e senza difficoltà ho detto che ne avevo un altro che non mi funzionava e che, da poco, avevo gettato nel cestino dei rifiuti. Non ho niente da nascondere perchè non ho fatto nulla di male. Se posso rendermi utile per risolvere il caso sono solo contento».

Nel verbale di decreto di perquisizione, a firma del sostituto procuratore Antonio Cristillo, c’è l’elenco preciso degli oggetti prelevati dai Ris con la collaborazione del maresciallo maggiore di Chiesa, Matteo Rosi, e del comandante del Nucleo radiomobile di Sondrio, Raffaele Sicignano: «Cellulare di marca Samsung, bagnato al momento del sequestro, con batteria ma privo di sim e sd; pen drive da 2gb priva di cover; pen drive di colore rosso marca Kingstone; pen drive di colore nero marca Maxel da 8gb; smart watch privo di batteria; Pc tipo tower marca Acer Aspire modello T120; bustina cellophane trasparente con all’interno sostanza di colore bianco del peso di 7,34 grammi, presumibilmente farina».

I carabinieri nel redarre il verbale in caserma a Chiesa in Valmalenco, specificano che «il cellulare marca Samsung, unto di sostanza oleosa e la bustina di cellophane trasparente, venivano trovati all’interno del cestino della spazzatura della camera da letto; il Pc marca Acer e le 3 pen drive nella sala da pranzo del ristorante; lo smart Watch era nella camera da letto dell’interessato; la bustina nel cestino». Durante la perquisizione Del Zoppo ha rinunciato a farsi assistere dal suo avvocato di fiducia, Maurizio Carrara di Sondrio. «Del resto - dice il rifugista che ci ha fatto avere copia del verbale di perquisizione - non ho nulla da cui difendermi».