Ponte nel Cielo
Ponte nel Cielo

Tartano, 14 maggio 2019 -  «In 6 mesi di apertura abbiamo registrato 60mila passaggi. Un grande successo. Durante la settimana il biglietto di 5 euro (bambini che frequentano elementari e medie non pagano) può essere acquistato nella biglietteria sul posto, mentre il sabato, la domenica e i giorni festivi è obbligatoria la prenotazione al portale wwwpontenelcielo.it perché vogliamo regolare gli afflussi dei visitatori per evitare ondate eccessive di turisti nel nostro piccolo paese di montagna».

Il presidente del Consorzio Pustaresc, Renato Bertolini, traccia il bilancio della prima metà di anno di apertura del “Ponte nel cielo” di Tartano, inaugurato il 22 settembre 2018, lungo 234 metri e alta 140 metri, il più alto d’Europa. Ora, con la primavera, anche se al momento ancora ostaggio delle bizzarrie del meteo, sono iniziati i nuovi arrivi di visitatori da tutta la Lombardia e da altre Regioni per provare l’emozione di un passaggio sull’attraversamento realizzato in 4 mesi di lavoro utilizzando anche 700 assi in larice provenienti dalla Valtartano. Le assi sono state donate dalla popolazione e amici del territorio: ogni asse è stata pagata 100 euro.

«L’opera è costata complessivamente 800mila euro e tranne un contributo di 100mila euro ricevuto dalla Fondazione Cariplo - ricorda Bertolini, 47 anni, l’ideatore dell’iniziativa “salva-montagne” - l’importo è stato pagato da 15 dei 33 componenti del Consorzio che si sono autofinanziati per unire un versante della montagna all’altro e rendere così più agevole il raggiungimento di maggenghi e baite della località Frasnino. Gli altri membri hanno sborsato ciascuno mille euro per avere il diritto di passaggio, per sempre. L’obiettivo è il recupero delle vecchie costruzioni dei nonni, il salvataggio dei pascoli, la valorizzazione dei boschi. Per dare un futuro a chi, con grandi sacrifici, ha deciso di continuare a vivere quassù. Siamo una sorta di ente sociale della montagna, la aiutiamo a restare in vita, a non morire di stenti». Oggi, grazie alla passerella tibetana, come anche da taluni viene definito il “Ponte nel cielo”, dal quale si possono ammirare ad esempio l’imponente vetta del Disgrazia e, in fondo, sul lato opposto, la Valtellina, e pure il lago di Como, la vallata è rifiorita. C’è chi ha trovato qui lavoro negli alberghi e ristoranti e chi, invece, lo ha alla biglietteria. Sono una decina, per ora, tutti giovani, i nuovi occupati: non pochi per una realtà che conta 200 residenti a Campo e 50 a Tartano, sede del Municipio. C’è chi, addirittura, si è licenziato dal posto sicuro sul fondovalle per vivere la “scommessa-Tartano”, dove risiede da sempre.