Il Ponte nel Cielo (National press)

Tartano (Sondrio), 23 settembre 2018 - Un luogo dal quale è possibile osservare l’estrema punta settentrionale del lago di Como, una valle che si apre sulla Valtellina, regalando scorci mozzafiato e viste stupende, un ponte su cui ci si può sentire sospesi tra cielo e terra. Da ieri mattina, a Tartano, in Provincia di Sondrio, è possibile camminare sul “tetto del mondo” – e se non proprio su quello del mondo almeno su quello della Valtellina – grazie al “Ponte nel Cielo”, il ponte tibetano più alto d’Europa e più lungo d’Italia. L’esperienza è di quelle indimenticabili: grazie a 4 cavi di acciaio e a 700 assi di larice – provenienti dai boschi della Val Tartano – il passaggio sospeso permette di collegare, con i sui 234 metri di lunghezza, le aspre e impervie sponde delle montagne tra Campo Tartano, alla quota di 1.034,88 metri, e i maggenghi del Frasnino, quota di 1038,77, e di avere la sensazione di camminare sospesi in aria, a ben 140 metri di altezza.

Appena attenuata l’impressione di compiere un’impresa rischiosissima – il ponte è ovviamente sicurissimo e, come dichiarato dai primi impavidi che lo hanno attraversato, a prova di vertigini – il cuore quasi si arresta di fronte alla bellezza del panorama offerto dalla privilegiata posizione: esattamente a metà del percorso, infatti, tutto il territorio della Bassa Valtellina, con al centro la cittadina di Morbegno, si stende ai nostri piedi e, nelle giornate di bel tempo, è addirittura possibile riuscire a scorgere, in lontananza, Colico e il suo lago. I lavori, iniziati in primavera e compiuti in tempi record, sono stati affidati alla ditta austriaca HTB Baugesellshaft, un’impresa estremamente specializzata nel campo, che ha contribuito, non poco, a modificare il progetto originale. Inizialmente, infatti, il consorzio Püstarèsc aveva in animo di realizzare una semplice passerella per favorire i collegamenti tra il centro abitato e i maggenghi, posti sul versante opposto della valle. L’dea iniziale è stata completamente stravolta e il consorzio, grazie al sostegno e all’appoggio ricevuto dal Comune di Tartano, dalla Comunità montana di Morbegno e dalla Fondazione Cariplo, ha deciso di realizzare un’opera che, oltre a facilitare i collegamenti, potesse portare turismo e lavoro in Val Tartano.

Il piccolo comune valtellinese – 208 abitanti – è flagellato, come molti altri centri abitati di mezza costa, da un massiccio, continuo e costante spopolamento. Uno dei motivi principali che spingono i giovani a lasciare le località alpine della Valtellina è la quasi totale assenza di possibilità lavorative e un’iniziativa di questo genere, in grado di attirare turismo, creare posti di lavoro e, al contempo, di rispettare la natura e i paesaggi, potrebbe fornire un’efficacie strumento per contrastare l’abbandono del territorio.