L’ex assessore Bruno Ciapponi Landi e a destra l’ex sindaco di Tirano, Pietro Del Simone
L’ex assessore Bruno Ciapponi Landi e a destra l’ex sindaco di Tirano, Pietro Del Simone

Tirano (Sondrio), 9 ottobre 2019 - Avevano detto di no alle slot machine all’interno del Bocciodromo di Tirano e finirono per essere indagati e processati con l’accusa di aver turbato la procedura negoziata per l’affidamento in concessione per la durata di 12 anni del servizio di gestione. Sono stati tutti assolti gli imputati coinvolti nella vicenda che risale al periodo tra il 2013 e il 2014, l’allora sindaco, Pietro Del Simone, la Giunta al completo (Gianmartino Della Vedova, Sergio Giacomo Mascioni, Francesco Saligari, Maria Lisa Stoppani, Bruno Ciapponi Landi e Benedetto Emilio De Campo), oltre a Rosaria Lazzarini, capo area amministrativa del Comune nonché Rup.

La vicenda è presto raccontata: la società che si era aggiudicata il bando per la gestione del bocciodromo si era vista revocare l’assegnazione dal Municipio, e aveva presentato denuncia. E se il sindaco Pietro Del Simone aveva sempre difeso la propria scelta, spiegando che la Giunta aveva preso quella importante decisione quando era venuta a conoscenza dell’intenzione della società di installare ben 35 slot-machine in un’area, tra l’altro, frequentata anche da bambini e ragazzi, secondo l’accusa, invece, si trattò di un atto volto a favorire l’associazione “Bocciofila Ubb Raumini Alta Valle Asd” il cui presidente era, all’epoca dell’aggiudicazione, consigliere comunale di maggioranza.

Il fatto, però, secondo i giudici non sussiste. Ieri il collegio giudicante (presieduto da Antonio De Rosa e composto anche da Francesca Roncarolo e Daniela Bosio) ha infatti assolto tutti gli imputati con formula piena, ed entro trenta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. «Tornerei a rifare quest’azione come anni fa perché io e la mia Giunta ci siamo comportati con grande determinazione e onestà per tutelare i nostri cittadini - le parole dell’ex sindaco Del Simone -. Non ci siamo mai prestati a chissà quali disegni criminosi, semplicemente abbiamo revocato l’affidamento per autotutelarci e le carte parlano chiaro».