Degrado in stazione
Degrado in stazione

Sondrio, 10 settembre 2019 - La minoranza in consiglio comunale a Teglio di nuovo all’attacco per chiedere stazioni ferroviarie in migliori condizioni. «Già lo scorso anno avevamo interrogato il sindaco Elio Moretti sulla situazione in cui versavano le stazioni ferroviarie del nostro Comune e in quell’occasione la risposta che abbiamo ricevuto è che vi sarebbe stato un sollecito ad intervenire – scrivono Lucia Codurelli, Cristian Della Pona, Simone Fanchetti e Adele Teresa Giumelli, consiglieri della lista “Comune di tutti”, in una interrogazione –. La situazione non è cambiata, anzi è sempre più degradata, come si evince dalle foto scattate pochi giorni fa. A giorni inizieranno le scuole e di conseguenza i ragazzi utilizzeranno il trasporto ferroviario, questa immagine di degrado e totale abbandono non educherà certamente le nuove generazioni alla responsabilità e al rispetto della cosa pubblica. Inoltre, balza all’occhio la differenza con altre stazioni come quelle di Tresivio – Poggi e Ponte in Valtellina, che risultano perfettamente curate, mentre quelle sul territorio di Teglio si presentano non pulite, in stato di degrado e abbandono (in particolare San Giacomo). Un biglietto da visita non consono a un territorio vocato al turismo come Teglio».

Il gruppo consiliare chiede al sindaco cosa intenda fare. Intanto Regione Lombardia ha annunciato ieri uno stanziamento di 5 milioni a favore dei servizi di trasporto pubblico locale nelle aree di montagna e in quelle meno densamente popolate. Lo prevede una delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, a seguito di un emendamento all’assestamento di bilancio presentato dalla Lega e approvato dal consiglio regionale a fine di luglio. All'agenzia di trasporto pubblico locale di Sondrio andranno 666.304,88 euro. «Manteniamo gli impegni – spiega Terzi – e anche per il 2019, analogamente a quanto fatto lo scorso anno, mettiamo in campo risorse straordinarie da destinare alle aree a cosiddetta domanda debole all’interno della nostra Regione, ovvero quelle montane o poco densamente abitate».