Maria Cristina Rota
Maria Cristina Rota

Suor Maria Laura Mainetti è stata proclamata Beata, a Chiavenna ieri le celebrazioni. La religiosa delle Figlie della Croce fu uccisa 21 anni fa da tre ragazze influenzate da una setta satanica, che in punto di morte perdonò. Papa Francesco ha ricordato il suo sacrificio. 

Chiavenna (Sondrio), 7 giugno 2021 -  Il magistrato è una giovane donna. Si trova davanti all’orrore compiuto da tre ragazzine. Quando inizia a occuparsi dell’omicidio di Chiavenna, Maria Cristina Rota, oggi procuratore aggiunto a Bergamo, è sostituto procuratore presso il Tribunale dei minorenni di Milano.

Dottoressa Rota, in che momento apprende di doversi occupare del caso?
"Mi chiama il procuratore di Sondrio, me ne parla e mi dice che probabilmente ci sono tre minori coinvolte. Si decide di sentirle insieme. Andiamo alla caserma dei carabinieri di Novate Mezzola. Le sentiamo. La loro posizione non è ancora certa. Ci sono indizi gravi, in particolare per Veronica".

Per quale motivo?
"Giorni prima è stato pubblicato su un giornale l’identikit di una ragazza con un voluto abbruttimento per vedere di provocare una reazione. Veronica parlava con un’amica. ‘Sei sul giornale’, le diceva questa amica. E Veronica rispondeva: ‘Non mi riconosce nessuno perché sono diventata rossa come un semaforo’. Effettivamente si era tinta i capelli di rosso".

Cosa accade con gli interrogatori?
"Le sentiamo e riceviamo per prima l’ammissione da parte di Milena. Procedo al fermo delle tre minori che viene convalidato dal Gip che dispone la custodia cautelare. Le ragazze vanno in tre carceri distinti, per non consentire il dialogo tra loro. È stato escluso il minorile di Milano per evitare una tempesta di stampa. Io stessa sono stata tempestata dalle chiamate dei giornalisti. Milena va a Napoli, all’istituto di Nisida, Ambra al Ferrante Aporti di Torino, Veronica a Roma. Le interrogo ancora tante volte. Ricostruiamo la vicenda".

Che atteggiamento tengono le tre ragazze?
"Fino a quando me ne sono occupata, non ho visto grande rimorso o grande pentimento. Forse un po’ da parte di Milena che nell’ultimo interrogatorio avevo visto provata al punto che mi ero preoccupata".

Che ricordo conserva della vicenda?
"Certo è stata bruttissima per le modalità e per la crudeltà di ragazzine normali, figlie di famiglie normali che studiavano e vivevano in un ambiente certamente un po’ chiuso, ma che in estate diventa turistico. Vedendo non so se dei telefilm o dei cartoni animati, le ragazze erano convinte che fosse facile uccidere una persona. Un colpo di sanpietrino per farla cadere e le coltellate per ucciderla. Invece la suora non cade e non muore. Non vuole morire. E loro si passano il coltello dall’una all’altra. La suora, appena colpita con il sampietrino, chiede loro di lasciarla andare perché non avrebbe detto nulla. Quando si rende conto che la sua richiesta non sarà accolta, caduta in ginocchio, prega perché Dio perdoni le sue assassine".

Poi cosa accade?
"Siamo nel parco delle Marmitte dei Giganti, bellissimo di giorno per fare delle passeggiate, inquietante con l’oscurità. Milena e Ambra, sconvolte, raggiungono una fontana per lavarsi dal sangue. Il corpo di suor Laura rimane lì per tutta la notte. Era irriconoscibile tanto che l’uomo che trova il corpo la mattina dopo, non capisce chi è anche se la suora a Chiavenna era conosciutissima".

Suor Laura non teme nulla, non sospetta della ragazza che dice di essere incinta dopo uno stupro?
"Va incontro alla morte pur avendo timore, forse per una brutta esperienza passata o uno scherzo subito. Tanto che il giorno del primo incontro con la ragazza chiede a una signora del Centro di aiuto alla Vita di essere presente, come se fosse lì per caso. La ragazza è seduta su una panchina e non gradisce l’arrivo dell’estranea e ricevuta o fatta, non ricordo, una telefonata, si allontana. Il progetto criminoso viene rinviato. La sera dell’agguato la suora chiede al parroco di fare dei giri in zona perché è preoccupata. Il prete vede una ragazza vestita di nero che sta telefonando e guarda l’ora. Quelle due telefonate saranno decisive per le indagini quando analizzeremo le celle telefoniche".