Taglio piante nei boschi
Taglio piante nei boschi

Sondrio, 13 aprile 2019 - In provincia di Sondrio i boschi sono in aumento, ma non vengono sfruttati adeguatamente. Queste le conclusioni raggiunte dall’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste in seguito all’attenta analisi effettuata sul patrimonio boschivo di Valtellina e Valchiavenna. La provincia di Sondrio con i suoi 125.095 ettari di bosco, pari al 20% di quelli lombardi, è la seconda della regione per estensione di superficie boscata, con un indice di boscosità pari al 39%. «Una superficie considerevole – sottolineano da Ersaf - che negli ultimi 15 anni è andata gradualmente aumentando con una media di 260 ettari/anno e che continua ad incrementare prendendo il posto di pascoli e coltivazioni impoverendo la biodiversità».

Scarsa, anche, la cura del bosco nelle aree di bassa e media montagna, sempre più soggette ad incendi: nel 2017 in provincia di Sondrio se ne sono registrati ben 20, che hanno coinvolto una superficie di 522 ettari. Poco conta che, nello stesso anno, il taglio delle piante rispetto al 2016 sia stata incrementato del 20%. Della massa legnosa complessiva il 43% è destinato a finalità energetica, mentre il 57% è costituito da legname d’opera. Per quest’ultima destinazione d’utilizzo, la provincia di Sondrio si colloca al primo posto in Lombardia con il 43% del volume complessivo di legname da opera richiesto a livello regionale. «La massa richiesta al taglio – fanno notare tuttavia Ersaf - di fatto è comunque ancora largamente inferiore alle capacità produttive, rappresentando solo circa il 16% a fronte del 50-60% registrato nelle provincie di Trento e Bolzano».

Le cause della limitata utilizzazione del legno prodotto dai boschi valtellinesi, per altro comuni anche ai restanti lombardi, sono molteplici: sicuramente una notevole frammentazione delle proprietà private ma soprattutto la carenza di adeguata viabilità. In merito a quest’ultimo aspetto la viabilità agro-silvo pastorale che interessa i boschi valtellinesi ha uno sviluppo di complessivi 1.645 chilometri, costituiti per circa il 50% da strade destinate a mezzi leggeri poco adeguate per migliorare l’efficienza nelle operazioni di esbosco e trasporto del legname.

«La conservazione e valorizzazione della filiera bosco-legno – conclude l’ente regionale – è indispensabile per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo dell’economia locale e richiede l’impegno di tutti, a partire dalle comunità locali, per le quali il bosco deve ritornare al centro dei propri interessi. In questo contesto di prossimità, i proprietari dei boschi, particolarmente quelli pubblici, devono divenire consapevoli del valore che assume il patrimonio forestale gestito, in termini non solo di prodotto ma anche di servizi alla collettività. Di riflesso questi valori vanno promossi fra i cittadini e «coltivati» nella scuola, a partire dalle primarie».